Ravaglia o Skorupski, il nuovo dualismo: una scelta che pesa (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Ravaglia o Skorupski: con il ritorno dall’infortunio del portiere polacco può scoppiare un dualismo nella difesa del Bologna
C’è un rumore particolare che si avverte quando una porta si riapre dopo tanto tempo. Non fa clamore, non è accompagnato da annunci roboanti, ma cambia l’aria. Il giorno prima della trasferta di Verona, nella lista dei convocati del Bologna, è riapparso un nome che mancava da un po’: Łukasz Skorupski. E tanto basta per rimettere in moto pensieri, discussioni, ipotesi. Perché quando torna il portiere titolare, nulla resta davvero uguale.
Più di due mesi lontano dal campo. Un’eternità, per chi vive di sensazioni e riflessi. L’ultima immagine di Skorupski in rossoblù risale al 9 novembre, quella sera in cui il Bologna stese il Napoli 2-0 ma perse il suo numero uno dopo pochi minuti. Una lesione ai flessori della coscia destra, di grado medio-alto, che ha allungato i tempi più del previsto. Dovevano essere 45 giorni, sono diventati oltre sessanta. Nel mezzo, la squadra che va avanti e una porta che deve comunque essere difesa.
In quel vuoto si è infilato Federico Ravaglia. Non con clamore, ma con affidabilità. Quando Skorupski si è fermato, lui non c’era nemmeno: infortunato anche Ravaglia, con Massimo Pessina chiamato all’emergenza. Poi il rientro, la maglia indossata senza fare rumore, e una serie di prestazioni che hanno costruito fiducia. Non solo nello staff, ma anche nei compagni. Perché un portiere lo senti da come parla, da come guida la linea, da come reagisce dopo un errore.
Ravaglia ha risposto presente. In Supercoppa contro l’Inter, in campionato contro la Lazio, fino all’ultima uscita a Como. Anche lì, nonostante il pareggio beffardo firmato Baturina, l’ex Frosinone aveva lasciato il segno: decisivo su Jesus Rodriguez e su Nico Paz nel primo tempo. Interventi che non finiscono sempre nei titoli, ma che tengono in piedi una partita. Ed è così che nasce un duello tra portieri: non da proclami, ma da fatti.
Ed eccoci al punto. Ora che Skorupski è tornato tra i convocati, la domanda è inevitabile: chi giocherà a Verona? Vincenzo Italiano lo sa bene. Il polacco è il numero uno designato, l’uomo che ha dato certezze negli ultimi anni. Ma Ravaglia, oggi, non è più solo una riserva. È un portiere che ha dimostrato di poter reggere la pressione. E questo complica – o arricchisce – le scelte.
Skorupski era già volato con la squadra in Arabia Saudita per la Supercoppa, ma aveva sempre lavorato a parte. Il rientro vero in gruppo è arrivato solo lunedì. Pochi allenamenti completi, dopo uno stop così lungo, non sono un dettaglio. Anche per questo Ravaglia sembra leggermente favorito al Bentegodi. Ma Italiano, in conferenza, ha lasciato tutto aperto: “Lukasz è convocato dopo un lungo periodo, si è allenato bene. Parlerò con lui e con Fede. Però è pienamente recuperato”.
Non è solo una questione di Verona. È una riflessione più ampia su gerarchie, fiducia e continuità. Il Bologna si trova con due portieri affidabili e una scelta che dice molto anche del presente della squadra. Meglio dare continuità a chi c’è sempre stato nelle ultime settimane o restituire subito la porta al suo titolare storico? Forse la risposta arriverà dal campo. O forse no. Intanto, tra i pali rossoblù, la partita è già cominciata. Chi la vincerà davvero?
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