L’ex leggenda della nazionale italiana dice la sua sul periodo no del Bologna dentro e fuori dai pali, tra considerazioni generali sul cambiamento del ruolo del portiere e gli episodi specifici delle scorse gare dei rossoblù
Prosegue la crisi del Bologna di Vincenzo Italiano, sconfitto in rimonta dal Genoa a Marassi per 3-2 nella ventiduesima giornata di Serie A. La discussa espulsione di Lukas Skorupski al 56′ per l’uscita avventata su Vitinha ha dato il via alla rimonta dei liguri che hanno completamente ribaltato il risultato e hanno causato la seconda sconfitta consecutiva in campionato dei rossoblù emiliani.
Il periodo no della squadra di Vincenzo Italiano continua: una sola vittoria in 7 partite nel 2026 (2-3 nella trasferta di Verona), ottavo posto a 30 punti e distanza dalla prima porta europea (il sesto posto, valevole per l’accesso agli spareggi della Uefa Conference League 2026/27) di ben 10 lunghezze.
Momento caratterizzato anche da grossi errori individuali: prima di venire espulso per fallo su Vitinha, infatti, Skoruspki aveva clamorosamente ciccato il pallone in un tentativo di rinvio. Da quella punizione è arrivato il gol da Malinovskyi da 30 metri abbondanti che ha bucato un Ravaglia sì entrato a freddo ma non apparso irresistibile. Dubbi di responsabilità anche sul gol finale di Messias.
Sicuramente non il migliore dei periodi per i portieri del Bologna. Allora chi di più competente da intervistare sulla questione di Dino Zoff, leggendario portiere di Mantova, Napoli e Juventus, campione prima europeo nel 1968 e poi mondiale nel 1982 con la nazionale azzurra? Ci ha pensato il Corriere di Bologna.
Zoff su Skorupski: “Se arrivi fin là la devi buttare. Oggi ai portieri si chiede troppo”
L’ex portiere friulano affida la causa dell’errore di Genova a un difetto intrinseco al sistema: la sempre maggiore enfasi sull’abilità del portiere con i piedi, a tratti anteposta all’importanza dell’abilità tra i pali. Per Zoff richiedere al portiere di essere l’uomo in più nella manovra della squadra equivale a sovraccaricare l’estremo difensore di compiti e, di rimbalzo, di rischi.
Oltre alle considerazioni sulla concezione odierna del calcio, pochi dubbi sull’errore di Skorupski: per Zoff il polacco ha responsabilità nel non aver rinviato in maniera risolutiva il pallone dopo l’uscita. Sul discusso episodio dell’espulsione, l’ex campione del mondo non si sbilancia.

Sull’errore di Ravaglia in occasione dei tiri di Malinovskyi e Messias – all’ex campione vengono anche ricordati gli episodi di match precedenti, come Neres contro il Napoli e Baturina col Como- Zoff la vede più come un merito degli avversari che un demerito del portiere. Il friulano ricorda, inoltre, che l’errore dell’estremo difensore è una componente del gioco del calcio e che come tale va accettata.
Come gestire questo momento no, sia per i guardiani della porta che per la squadra in generale? Al primo quesito, Zoff consiglia di far scivolare via gli errori e buttarseli alle spalle, senza ascoltare polemiche e voci esterne per evitare di impantanarsi negli errori già commessi. Per la crisi di risultati, la leggenda azzurra predica calma e di rimanere con i piedi per terra: consiglio che vale ora, quando l’Europa si allontana e le vittorie stentano ad arrivare. E che valeva anche prima, quando il Bologna viaggiava forte sulle ali dell’entusiasmo ai primi posti in classifica. Calma e ripartire, parola di Dino Zoff.





