30 milioni e veste il nerazzurro: Marotta piazza il colpo per l'Inter a fine mercato (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Marotta rinforza l’Inter con un colpo da 30 milioni di euro: Chivu può sorridere, è l’acquisto per lo scudetto
Quanto può pesare la volontà di un singolo calciatore quando tutto intorno sembra dire il contrario? È una domanda che a Viale della Liberazione si fanno da giorni, mentre il mercato scorre via senza scossoni apparenti. L’Inter, almeno in superficie, ha già chiuso i conti: rosa definita, strategie chiare, zero margine per colpi last minute.
Eppure, sotto traccia, qualcosa continua a muoversi. Una trattativa rimasta in sospeso, un silenzio che dura troppo e un nome che, nonostante tutto, continua a tornare. Non è un caso se nelle ultime ore l’ambiente nerazzurro ha ripreso a guardare verso l’Arabia, dove una decisione ancora non è stata presa e dove il tempo, per una volta, sembra alleato dell’attesa.
Il punto di partenza è semplice: il mercato dell’Inter è virtualmente chiuso, salvo scossoni dalla Saudi League. Da qui nasce il pessimismo che filtra dal club, ben consapevole di aver già spinto al massimo. Eppure, la risposta ufficiale dell’Al Ittihad all’offerta nerazzurra non è ancora arrivata. Un dettaglio? Tutt’altro.
La proposta dell’Inter – 30 milioni complessivi, formula di prestito con diritto di riscatto che diventerebbe obbligo al raggiungimento di determinate presenze – è sul tavolo dalla notte tra sabato e domenica. Il mancato rifiuto viene letto come un segnale, figlio soprattutto della posizione di Moussa Diaby, che continua a spingere per tornare in Europa.
Secondo quanto raccolto da fonti vicine alla trattativa e riportato anche da Calciomercato.com, il club saudita starebbe cercando un sostituto prima di dare una risposta definitiva. Una ricerca che, almeno finora, non ha prodotto risultati concreti. Da qui la scelta di non sbilanciarsi, di prendere tempo, di lasciare quella porta socchiusa che l’Inter osserva senza illusioni ma con attenzione. Difficile che domani arrivi la svolta, ma il fatto stesso che la questione resti aperta racconta quanto questa sia l’ultima vera partita ancora in corso.
Se su Diaby c’è ancora una fiammella, su Jones il discorso è diverso. Qui l’Inter ha annusato l’occasione, sfruttando le tensioni tra il centrocampista e il Liverpool dopo la trattativa saltata con il Tottenham. L’idea del prestito aveva acceso una speranza concreta, durata però lo spazio di pochi giorni. I Reds, dopo un’apertura iniziale, hanno chiuso la porta: formula non gradita, rischio troppo alto. A quel punto i nerazzurri hanno dovuto fare un passo indietro, anche per una ragione precisa che porta dritta a Davide Frattesi.
Con il Nottingham Forest interessato, ma solo in prestito con diritto, la proprietà Oaktree ha alzato il muro. Nessun rischio di rientro, nessuna operazione senza un sostituto certo. Frattesi è stato tolto dal mercato, congelando di fatto ogni incastro possibile. È un equilibrio fragile, quasi un cane che si morde la coda: per prendere bisogna cedere, ma per cedere serve la sicurezza di poter rimpiazzare. E allora tutto resta fermo, in attesa che qualcuno rompa lo schema.
Alla fine, resta una sensazione che aleggia più delle certezze. L’Inter ha fatto la sua mossa, ha mostrato le carte e ora osserva. Tocca a Diaby, al club saudita, al tempo. E se davvero bastasse una scelta, una sola, per cambiare il finale di questo mercato? Forse è proprio questa incertezza a rendere la storia ancora degna di essere seguita fino all’ultimo minuto.
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