Italia, arrivano i convocati di Gattuso: ci sono anche delle sorprese inattese (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Italia, Gattuso ha scelto: tra certezze e sorprese, ecco cosa può cambiare. Il CT si gioca i play off per accedere ai prossimi Mondiali
C’è un momento, prima di ogni grande appuntamento, in cui tutto sembra sospeso. Le discussioni al bar, le liste immaginate, i “io avrei portato lui”. Poi arriva quel giorno in cui le scelte diventano ufficiali. E per l’Italia, quel momento è ormai dietro l’angolo.
Venerdì Gennaro Gattuso scioglierà le ultime riserve e comunicherà i convocati Italia per il playoff che vale l’accesso ai Mondiali 2026. Una lista da 28 nomi, costruita con attenzione e – soprattutto – con un’idea di squadra già molto chiara.
Perché al di là dei dubbi dell’ultima ora, il CT sembra aver già disegnato la sua Italia. Una squadra pragmatica, fisica, costruita attorno al 3-5-2. Un sistema che inevitabilmente porta con sé scelte forti, inclusioni pesanti e qualche esclusione destinata a far discutere.
Partiamo da quello che appare ormai scritto. Tra i pali, le gerarchie sono solide: Gianluigi Donnarumma resta il punto fermo, affiancato da Marco Carnesecchi e Guglielmo Vicario. Il quarto slot dovrebbe andare a Alex Meret, leggermente avanti su Caprile.
In difesa, complice anche qualche infortunio, le scelte sono quasi obbligate. Alessandro Bastoni, Gianluca Mancini e Riccardo Calafiori rappresentano le certezze. Accanto a loro dovrebbero esserci Alessandro Buongiorno, Federico Gatti e Giorgio Scalvini, con un unico dubbio legato a Coppola.
Sugli esterni, pochi margini di discussione: Federico Dimarco e Andrea Cambiaso sono intoccabili. A completare il pacchetto dovrebbero esserci Leonardo Spinazzola e la sorpresa Palestra, protagonista di una stagione convincente.
A centrocampo, invece, si respira una certa continuità. Il trio formato da Nicolò Barella, Sandro Tonali e Manuel Locatelli sembra destinato a partire titolare. Dietro di loro, affidabilità e alternative con Bryan Cristante e Davide Frattesi, mentre Pisilli rappresenta la possibile carta a sorpresa.
È però davanti che si concentrano i veri interrogativi. Il sistema di gioco scelto da Gattuso penalizza inevitabilmente gli esterni offensivi puri.
In questo contesto, Matteo Politano resta una certezza grazie alla sua duttilità. Per l’ultimo posto si profila l’ipotesi Orsolini vista la lesione muscolare che terrà fuori Mattia Zaccagni per circa 30-40 giorni.
Le esclusioni eccellenti non mancano. Federico Chiesa, complice il poco spazio al Liverpool, dovrebbe restare fuori. Così come Domenico Berardi, ancora in fase di recupero. Nomi importanti, che testimoniano quanto sia cambiata la gerarchia offensiva.
Per quanto riguarda le punte, la base è definita: Moise Kean e Mateo Retegui partono avanti, con Pio Esposito e Gianluca Scamacca pronti a dare profondità. L’unico vero dubbio riguarda Giacomo Raspadori, la cui condizione fisica sarà decisiva per completare il reparto.
Intanto, restano fuori anche profili come Marco Verratti e Jorginho, scelte che confermano la volontà del CT di puntare su un gruppo nuovo, più dinamico e forse più in linea con le esigenze del calcio moderno.
Ora resta solo da aspettare la lista ufficiale. Ma al di là dei nomi, la vera domanda è un’altra: questa Italia, costruita tra equilibrio e scelte coraggiose, avrà davvero tutto ciò che serve per tornare dove manca da troppo tempo?
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