Inter, addio Dumfries: 40 milioni pronti per il suo erede (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Dumfries è pronto a dire addio all’Inter: il cursore laterale sarà sacrificato dai nerazzurri che hanno già individuato il suo sostituto: costa 40 milioni
Chiudere una finestra di mercato senza muovere le acque non significa restare fermi. Anzi, spesso è proprio il contrario. In casa Inter gennaio si è concluso così: senza il tanto atteso esterno destro che Cristian Chivu avrebbe voluto per coprire l’assenza di Denzel Dumfries, ma con una serie di riflessioni che guardano dritte a giugno. Perché mentre i tifosi aspettavano un rinforzo immediato, la dirigenza osservava, valutava e prendeva appunti.
Il recupero accelerato di Dumfries, che potrebbe tornare tra i due playoff di Champions League contro il Bodø/Glimt, ha alleggerito l’emergenza. L’olandese si riprenderà il posto occupato nelle ultime settimane da Carlos Augusto, Andy Diouf e soprattutto Luis Henrique. Ma proprio questa gestione forzata ha acceso una domanda che accompagnerà i prossimi mesi: è davvero sostenibile affrontare il futuro senza ripensare quella corsia?
Negli ultimi giorni di mercato qualcosa si è mosso. Il Liverpool, alle prese con l’infortunio di Frimpong, ha sondato l’entourage di Dumfries per un’operazione lampo. Un approccio che non è piaciuto all’Inter, come lasciato intendere anche da Giuseppe Marotta nel pre-partita di Cremona. Nulla di concreto, ma abbastanza per riaccendere i riflettori su una situazione che potrebbe tornare d’attualità in estate.
Dumfries è sotto contratto fino al 2028, ma non ha mai nascosto una certa curiosità verso la Premier League. Il Mondiale alle porte rappresenta una vetrina importante e l’Inter, da sempre attenta al valore dei propri asset, non esclude di sedersi a un tavolo se arriverà l’offerta giusta. In quel caso, però, il club dovrà farsi trovare pronto. Ecco perché le valutazioni fatte a gennaio non sono state tempo perso, ma una sorta di prova generale.
Le piste battute in inverno raccontano bene la direzione. Il ritorno di João Cancelo è stato più di una suggestione: dopo l’addio all’Al-Hilal, il portoghese cercava spazio in Europa, ma ha scelto il Barcellona. Stesso discorso per Ivan Perisic. L’accordo di massima con l’entourage c’era, ma il PSV Eindhoven non ha mai aperto alla cessione di un giocatore che, a 37 anni, resta centrale.
E poi c’è Moussa Diaby. Qui il discorso cambia. L’Inter ha provato davvero, mettendo sul tavolo prima un prestito con diritto a 35 milioni, poi uno con obbligo a 30. Il no del fondo PIF, proprietario dell’Al-Ittihad, è stato netto. Ma la traccia resta viva. Perché Diaby incarna un’idea diversa: meno “quinto” di corsa, più esterno capace di creare superiorità nell’uno contro uno. Un profilo che potrebbe diventare prioritario in estate.
Infine, il sogno. Marco Palestra è il nome che mette d’accordo area tecnica e scouting. Esploso al Cagliari, di proprietà dell’Atalanta, è già considerato un prospetto da top club. La valutazione parte da 40 milioni e promette di salire. L’Inter lo segue, lo studia, sa che la concorrenza sarà feroce anche dall’estero. Ma sa anche che certe operazioni vanno preparate con largo anticipo.
Alla fine, il mercato invernale dell’Inter non ha regalato titoli a effetto, ma ha lasciato indizi chiari. Le scelte rimandate, i tentativi falliti e i nomi tornati più volte sul tavolo raccontano una strategia precisa. Giugno non è poi così lontano. E la vera domanda, ora, è semplice: quale di queste piste diventerà davvero il volto dell’Inter che verrà?
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