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Olimpiadi

Milano Cortina 2026, si parte col piede sbagliato: gaffe, playback e figuracce in mondovisione

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono ufficialmente iniziate con la cerimonia inaugurale svolta ieri allo Stadio San Siro: non mancano polemiche e gaffe

Era davvero questo il modo migliore per presentarsi al mondo? La sensazione, guardando la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, è stata quella di uno spettacolo sospeso tra ambizione e improvvisazione. Un evento “diffuso”, moderno nelle intenzioni, ma che già nelle prime ore ha fatto parlare di sé più per le gaffe che per le emozioni sportive. E quando il rumore di fondo diventa più forte della musica, il problema non è più solo televisivo.

San Siro illuminato, collegamenti continui con Cortina, Livigno e Predazzo, una prima serata Rai che doveva essere vetrina e manifesto. Invece, sui social, è partita subito la raffica di commenti ironici, critici e spesso impietosi. Il bersaglio? La regia, la telecronaca e alcune scelte artistiche che hanno lasciato più di un dubbio. E l’impressione è che queste Olimpiadi, ancora prima di entrare nel vivo, abbiano già iniziato a inciampare.

Rai nel caos: Mattarella, lapsus e una telecronaca sotto accusa

A monopolizzare il dibattito è stata soprattutto la telecronaca Rai. Doveva essere Auro Bulbarelli il volto della serata, ma il noto “caso Mattarella” — lo spoiler sulla presenza del Presidente della Repubblica — ha portato a una sostituzione last minute. Al suo posto, il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca. Una scelta tampone che non ha però evitato nuove scivolate.

L’apertura con il celebre “buonasera dallo stadio Olimpico” — corretto pochi secondi dopo — ha fatto sorridere, ma è stato solo l’inizio. Poco più tardi, la confusione totale: Matilda De Angelis scambiata per Mariah Carey. Un errore che, nell’era dei social, diventa virale in tempo reale. Twitter, Instagram e TikTok non hanno perdonato. “Cominciamo bene”, “Ma siamo sicuri?”, “È tutto improvvisato?”: il tenore dei commenti è stato chiaro.

Il confronto con il passato è stato inevitabile. In molti hanno tirato in ballo Franco Bragagna, storico narratore delle Olimpiadi, oggi passato a Sky. Un’assenza che, per molti telespettatori, si è sentita eccome.

Il “tradimento” Bragagna e il rifugio a Sky

Il fatto che Bragagna fosse ospite negli studi di Sky non è passato inosservato. Anzi, per qualcuno è diventato il vero evento collaterale della serata. “Mi abbono solo per lui”, ha scritto più di un utente. Esagerazioni? Forse. Ma raccontano un malessere diffuso verso una copertura Rai giudicata frettolosa e poco solida.

Bragagna, con il suo stile pacato e competente, rappresenta per molti una certezza. E vederlo commentare da un’altra emittente, proprio nella notte inaugurale delle Olimpiadi italiane, ha assunto un valore simbolico. Quasi una fotografia di un passaggio di testimone mai dichiarato, ma percepito chiaramente dal pubblico.

Il problema, però, va oltre i singoli nomi. Qui si parla di credibilità, di preparazione e di quella sensazione — pericolosa — che tutto sia stato assemblato all’ultimo momento.

Pausini in playback e l’effetto “finto”: spettacolo o occasione persa?

Pausini in playback e l’effetto “finto”: spettacolo o occasione persa? (Ansa Foto) – BolognaSportnews

A far discutere, e non poco, è stata anche la scelta del playback per le esibizioni musicali. L’inno nazionale interpretato da Laura Pausini ha emozionato solo a metà, proprio perché non cantato dal vivo. Una decisione che ha scatenato critiche, meme e accuse di mancanza di autenticità.

Va detto: la responsabilità non è degli artisti. La scelta è stata organizzativa, come già avvenuto a Parigi per le ultime Olimpiadi estive. L’idea era privilegiare il racconto simbolico dei Giochi, evitando problemi tecnici e lasciando spazio alle immagini. Ma l’effetto finale è apparso freddo, quasi artificiale. E quando si parla di Olimpiadi, l’emozione dovrebbe essere il centro di tutto.

Milano Cortina 2026 è solo all’inizio, certo. Ma l’esordio lascia una domanda sospesa nell’aria: se già alla prima serata si parla più di figuracce che di sport, cosa succederà quando la pressione salirà davvero? Forse c’è ancora tempo per rimettere gli sci in carreggiata. A patto, però, di imparare subito dagli errori.

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Giancarlo Spinazzola

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