Milano Cortina 2026 da paura: l’Italia vola e riscrive la storia (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono partite con il piede giusto per l’Italia: pochi giorni per conquistare un primato storico
E se questa volta non fosse solo entusiasmo da Giochi in casa, ma qualcosa di molto più concreto? A Milano Cortina 2026 l’Italia non si limita a partecipare: domina, accelera, alza l’asticella. Undici medaglie già in bacheca quando il calendario deve ancora entrare nel vivo, e una sensazione diffusa che questo gruppo abbia deciso di non aspettare nessuno. Gli azzurri stanno andando a un ritmo mai visto prima nelle edizioni invernali, con una continuità che racconta di un movimento maturo, profondo, affamato.
I numeri, del resto, non mentono. Sono già due gli ori conquistati, esattamente quanti ne arrivarono a Pechino 2022, edizione chiusa con 17 medaglie complessive, record storico eguagliato soltanto da Lillehammer 1994. Ma c’è di più: il totale delle medaglie attuali è già lo stesso di Torino 2006, fino a oggi la rassegna invernale più ricca mai ospitata in Italia. E siamo solo all’inizio.
La giornata di domenica resterà scolpita nella memoria: sei medaglie in un solo giorno. Mai successo prima nella storia olimpica invernale italiana. Un dato che da solo spiega la portata di quello che sta accadendo. Con undici podi già centrati e ancora 12 giorni di gare da disputare, Milano Cortina 2026 è ufficialmente entrata nella ristrettissima cerchia delle edizioni più prolifiche di sempre per l’Italia.
Prima di oggi, solo quattro Olimpiadi invernali avevano visto gli azzurri toccare certi livelli: Albertville 1992, Lillehammer 1994, Salt Lake City 2002 e Pechino 2022. Ora c’è anche Milano Cortina. E la differenza, rispetto al passato, è che questa squadra sembra avere ancora margini enormi. Non si tratta di exploit isolati, ma di una costanza che attraversa discipline diverse, dai grandi nomi alle sorprese che nessuno aveva davvero previsto.
Giocare in casa è un privilegio, ma anche una responsabilità. Fin qui, l’Italia l’ha trasformata in benzina pura. Gli impianti pieni, l’atmosfera elettrica, la pressione che invece di schiacciare sembra esaltare. C’è un filo rosso che lega queste prestazioni: la sensazione che ogni atleta sappia di avere un’occasione irripetibile.
Dal punto di vista tecnico, i risultati sono il frutto di un lavoro lungo anni, fatto di investimenti, programmazione e di una nuova mentalità. Dal punto di vista emotivo, invece, Milano Cortina 2026 sta diventando qualcosa di più di un’Olimpiade: è una dichiarazione d’intenti. L’Italia non vuole solo ricordare Torino 2006, vuole superarla.
E allora la domanda sorge spontanea, quasi inevitabile: fin dove può spingersi questa Nazionale azzurra? Con metà Giochi ancora da vivere, il rischio non è sognare troppo in grande. Il rischio, semmai, è non rendersi conto che la storia è già cambiata.
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