Vlahovic, Spalletti esulta: c'è la data del ritorno in campo (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Dusan Vlahovic torna in campo ed è pronto a spingere la Juve in Champions: Spalletti riavrà il suo bomber, svelata la data del ritorno
Ci sono immagini che raccontano più di mille comunicati ufficiali. L’esultanza furiosa di Dusan Vlahovic al gol del 2-2 di Kalulu contro la Lazio è una di quelle. Un’esultanza da dentro, da protagonista, nonostante fosse ancora ai box. Un gesto istintivo che ha colpito tifosi e addetti ai lavori, soprattutto perché arriva in un momento delicato: la Juventus lo aspetta, ma il futuro del suo centravanti resta appeso a un filo.
Da settimane Vlahovic lavora a Torino per tornare in campo dopo un infortunio fastidioso, arrivato in una zona “che guarisce più lentamente”, come ha spiegato Dusan Ilic, preparatore fisico della Nazionale serba, in un’intervista a Tuttosport. “Credo che a inizio marzo lo rivedremo in campo”, ha detto. Una frase semplice, ma pesante come un macigno per una Juve che, senza il suo numero 9, ha spesso dato l’impressione di girare a vuoto.
Basta guardare i dati per capire quanto il rientro di Vlahovic sia centrale. In questa stagione, nonostante gli stop e le difficoltà, il serbo ha messo insieme 3 gol in 13 presenze di Serie A e soprattutto 3 gol in 4 partite di Champions League. Numeri che raccontano un giocatore capace di accendersi nelle notti che contano davvero, quando il livello si alza e lo spazio si riduce.
La Juventus, soprattutto in campionato, ha pagato a caro prezzo la sua assenza. Tante occasioni create, pochi gol concretizzati. Cross che attraversano l’area senza trovare un vero riferimento. Vlahovic, con i suoi movimenti e la sua fisicità, cambia il modo di attaccare della squadra. Non è solo una questione di reti segnate, ma di presenza, di timore che incute ai difensori, di soluzioni che apre per i compagni.
Ilic lo ha detto chiaramente, con una frase che sa di promessa: “Lo rivedremo anche alle vecchie abitudini: segnare e distruggere le reti avversarie”. Parole che restituiscono fiducia, ma che allo stesso tempo invitano alla prudenza. Il recupero è stato lungo anche per scelte precise, legate al clima e alla gestione del lavoro: “Belgrado non era la città giusta per recuperare, servivano luoghi caldi”, ha spiegato.
Il campo, però, non è l’unico tema. Il contratto di Vlahovic è in scadenza a giugno e il tempo che gli resta in bianconero, almeno oggi, è poco. Il direttore sportivo Ottolini ha confermato che il discorso non è chiuso, ma la sensazione è che ogni partita che giocherà da qui a fine stagione avrà un doppio peso: sportivo e simbolico.
Il suo ritorno a marzo potrebbe coincidere con il momento decisivo della stagione juventina. Scontri diretti, Champions, obiettivi da centrare. La Juve ha bisogno dei suoi gol, ma anche di risposte sul futuro. E allora la domanda resta sospesa, quasi inevitabile: Vlahovic tornerà solo per aiutare la Juventus a chiudere la stagione, o anche per riscrivere il suo destino in bianconero? La risposta, come spesso accade, arriverà dal campo. E forse, ancora una volta, da una rete distrutta.
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