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Serie A

Juve, i conti non tornano: nuovo rosso, aumento di capitale ma arrivano le sanzioni dell’UEFA

La Juventus chiude ancora in rosso il primo semestre del bilancio 2025/2026: proprietà costretta ad un nuovo aumento di capitale ma arrivano sanzioni dall’Uefa

Quanto può pesare un “meno” davanti a un numero quando si parla di Juventus? Più di quanto sembri. Perché dietro le cifre fredde di un bilancio ci sono strategie, mercati, scelte tecniche e – inevitabilmente – conseguenze sportive. Il Consiglio di Amministrazione bianconero ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2025. E il verdetto è chiaro: segnali di miglioramento, sì. Ma il conto resta in rosso.

Il primo semestre dell’esercizio 2025/2026 si chiude con una perdita consolidata di 2,5 milioni di euro. Un dato che stride con l’utile di 16,9 milioni registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. La differenza è netta: -19,4 milioni. I ricavi calano di 31 milioni, soprattutto per la riduzione dei proventi da gestione diritti calciatori (-25,3 milioni), oltre al calo dei diritti audiovisivi e degli incassi da gare, anche per un semplice effetto calendario (meno partite casalinghe). A compensare, almeno in parte, ci pensano le sponsorizzazioni (+15,1 milioni) grazie agli accordi entrati a regime nel 2025.

Costi, debiti e mercato: il peso delle scelte

Se i ricavi scendono, i costi provano a seguire la stessa direzione. I costi operativi diminuiscono di 18,3 milioni, con un taglio importante sul personale tesserato (-10,7 milioni) e sugli oneri legati alla gestione dei calciatori. Ma il vero nodo è l’indebitamento finanziario netto, salito a 298,8 milioni di euro, +18,6 milioni rispetto a giugno.

Qui entra in gioco il mercato. Gli esborsi netti per le campagne trasferimenti – tra operazioni pregresse e attuali – pesano per 78,6 milioni. La prima fase della stagione 2025/2026 ha comportato un aumento del capitale investito di 51,7 milioni, con acquisizioni per 74,7 e cessioni per 23. Le plusvalenze nette sono state pari a 31 milioni, ma l’effetto finanziario complessivo resta negativo per 23,5 milioni.

In questo scenario si inserisce anche il rinnovo di Kenan Yildiz fino al 2030, definito dal club un investimento strategico. Una scelta che guarda al futuro, certo, ma che si innesta in un presente dove ogni voce di bilancio viene scrutinata con attenzione quasi maniacale.

Aumento di capitale e rischio sanzioni UEFA

Aumento di capitale e rischio sanzioni UEFA (Ansa Foto)- BolognaSportnews

Per sostenere la struttura finanziaria è stato necessario un nuovo aumento di capitale. A novembre 2025 il CdA ha deliberato l’emissione di oltre 37 milioni di nuove azioni, per un controvalore complessivo di circa 97,8 milioni di euro. Un’operazione rivolta a investitori istituzionali, che ha portato il capitale sociale a superare i 16,7 milioni di euro. Tradotto: la proprietà è intervenuta ancora una volta per mettere in sicurezza i conti.

Sul fronte dei parametri federali, la Juventus rispetta gli indici FIGC, compreso il nuovo Costo del Lavoro Allargato. Anche lo Squad Cost Ratio UEFA, secondo le previsioni, dovrebbe restare entro i limiti. Ma resta aperto il capitolo più delicato: la Football Earning Rule. A settembre 2025 la UEFA ha comunicato l’apertura di un procedimento per il potenziale sforamento nel triennio 2022/2023-2024/2025.

L’esito arriverà a fine stagione 2025/2026. Si parla di possibili sanzioni economiche, considerate non particolarmente rilevanti, ma anche di eventuali restrizioni sportive, come limiti nella registrazione dei nuovi giocatori nelle competizioni europee. Ed è questo il punto che inquieta di più.

La Juventus prova a tenere insieme competitività e sostenibilità, campo e bilancio. Non è un equilibrio semplice. I numeri raccontano una società che sta correggendo la rotta, ma che paga ancora il prezzo delle

scelte passate. La vera domanda, ora, è se questo sarà l’ultimo aumento di capitale necessario o solo una tappa intermedia di un percorso ancora lungo. Perché nel calcio moderno, vincere senza conti in ordine non è più un’opzione.

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