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Serie A

Bologna, una vittoria che ritorna finalmente al Dall’Ara. Battuta l’Udinese per 1-0

I rossoblù di Italiano ritrovano finalmente la gioia dei tre punti in campionato davanti ai suoi tifosi, a tre mesi e mezzo dall’ultima volta (il 2-0 contro il Napoli il 9 Novembre.

Cosa prendere di buono da un 1-0 contro l’Udinese, in una partita dove lo spettacolo non l’ha fatta da padrone? Di sicuro la vittoria, la terza consecutiva, seconda in campionato, di un Bologna che dalla serata mite del Dall’Ara, ha si ricavato tre punti, non sufficienti però ad alterare un
cambiamento d’orizzonti e obiettivi.

Un ottavo posto solitario conquistato dopo il successo contro i friulani, che purtroppo non vale per niente, ma che ha permesso agli emiliani di arrivare con una spinta emotiva importante alla sfida di ritorno del playoff di Europa League contro il Brann.

Un’affermazione che ha permesso a Vincenzo Italiano di festeggiare nel miglior modo possibile la novantesima panchina con il Bologna, lui che è stato uno dei artefici della stesura di un capitolo importante della storia recente dei rossoblù.

Adesso non resta che tenere vivo un altro di sogno, quello di vincere un trofeo anche al di fuori dei confini nazionali. Contro i norvegesi nella sfida di
giovedi scorso in Scandinavia, è stato messo il primo mattone nella costruzione di un altro (potenziale) trionfo, occorre adesso mettere il sigillo definitivo sul passaggio agli ottavi nella gara di ritorno a Bologna.

Bologna-Brann, il racconto della gara

Una sfida che ha regalato emozioni da capogiro, con i rossoblù che poco o nulla hanno creato in un primo tempo, dove la sensazione è che si sia visto un po’ contratto, producendo un solo pericolo con Castro al 10’, quando servito perfettamente da Pobega si fa parare la conclusione da Okoye.

L’unico vero brivido che ha provato il popolo bolognese dalla curva, facendo però sentire il proprio sostegno nei confronti di una squadra che sembra (forse), stia ritrovando quel giusto feeling con la vittoria, che a novembre l’aveva portata a nutrire d’alta classifica.

Un primo tempo dal tono minore, che ha fatto da contraltare ad una ripresa dove Orsolini e Rowe al 54’, insieme e appassionatamente, creavano una chance colossale per portare il Bologna in vantaggio. Il sinistro dell’Orso, che ha fatto cilecca, la conclusione del campione d’Europa Under 21 inglese che veniva respinta sulla linea da Zemura, il tutto concentrato nello spazio di pochissimi secondi che per poco non ha mandato in visibilio il Dall’Ara.

Un Italiano che nella ripresa inizia a pensare al Brann, cambiando l’artiglieria offensiva bolognese, inserendo Bernardeschi e Cambiaghi (per Rowe e Orsolini), ottenendo in cambio quello che sperava : la vittoria finale. Era proprio Berna a trasformare il calcio di rigore al 75’(concesso per fallo di Karlstrom su Castro), facendo risuonare le note di cinquanta special, ironia della sorte nella serata in cui Cesare Cremonini era presente a vedere la squadra per cui tifa da bambino.

Numero dieci che poi prova si traveste nelle vesti di altruista, quando tre minuti dopo mette Miranda nelle condizioni di realizzare il raddoppio rossoblù, ma il terzino sinistro spagnolo non riesce a colpire la sfera nel miglior modo possibile. Il salvataggio in scivolata di Lucumi su conclusione di
Zaniolo, l’ultimo pericolo prima del triplice fischio di Mercenaro, che ha significato Liberazione.

Bologna-Brann, il racconto della gara (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via One Football) Bolognasportnews

Bologna, la fine della maledizione

Una vittoria in campionato che al Dall’Ara mancava da tre mesi e mezzo, dalla domenica perfetta di metà novembre quando il Bologna esorcizzò lo spauracchio Napoli. L’anno che verrà, la canzone di Lucio Dalla che subito dopo la conclusione della sfida è stata finalmente ricantata con
grande gioia dal popolo bolognese, che adesso dovranno fare da dodicesimo uomo nella sfida del giovedi sera.

Perché c’è da tenere vivo un sogno, chiamato Europa League, in una stagione dove probabilmente non sembrano esserci squadre dal coefficiente tecnico superiore al Bologna di Italiano. Anche se, come spesso si dice, è sempre il campo l’unico giudice inappellabile.

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