Infortunio Kean, le condizioni del bomber: le parole di Vanoli non inducono all'ottimismo (Ansa Foto) - BolognaSportnews
L’infortunio di Moise Kean tiene in ansia l’intera Fiorentina ma anche il Ct Gattuso: cosa si è fatto e le condizioni del centravanti dell’Italia
Ci sono momenti in cui uno stadio intero trattiene il fiato. Non per un rigore, non per un gol annullato, ma per quella smorfia improvvisa che cambia l’aria. È successo al 71’ di Fiorentina-Udinese, con la squadra viola sotto di due reti e il suo uomo più atteso piegato sulle gambe in area di rigore.
L’infortunio di Kean ha gelato il Franchi e acceso immediatamente un campanello d’allarme anche in ottica azzurra. Moise è stato sostituito dopo un’azione delle sue: progressione potente dalla trequarti, palla incollata al piede, tiro a incrociare. Poi la smorfia, il dolore, lo stop improvviso.
Tutto nasce da uno scatto in verticale, uno di quei movimenti che fanno parte del repertorio del numero 9 viola. Nel momento della conclusione, il contrasto con Bertola – a sua volta costretto a uscire per una distorsione alla caviglia – e subito dopo la reazione di Kean. Mani sulle gambe, sguardo basso, richiesta di cambio.
Non un semplice affaticamento, almeno a prima vista. L’attaccante della Fiorentina ha lasciato il campo sulle sue gambe, sì, ma zoppicando in maniera evidente. Un dettaglio che non è passato inosservato né ai tifosi né allo staff tecnico.
Nel post-partita è arrivata la conferma di Vanoli: “Moise da un po’ convive con un problema alla tibia. L’abbiamo gestito in rifinitura, ma nel corso della partita mi ha chiesto il cambio perché gli dava problemi”. Parole chiare, che raccontano di una situazione già monitorata nei giorni precedenti.
Il problema fisico di Kean, dunque, non nasce ieri. L’attaccante classe 2000 convive da tempo con un fastidio tra tibia e caviglia, una zona delicata per un giocatore che basa il suo gioco su esplosività e cambi di ritmo. La gara contro l’Udinese potrebbe aver riacutizzato quel dolore latente.
La Fiorentina non ha ancora diffuso un comunicato ufficiale sulle condizioni di Moise Kean. Nelle prossime ore saranno fondamentali gli esami strumentali per capire se si tratta di una semplice infiammazione o di qualcosa di più serio.
Va considerato anche il contesto: i viola arrivavano dalla sfida di ritorno dei playoff di Conference League, una partita lunga, intensa, protrattasi fino ai supplementari. Kean era subentrato prima del novantesimo, accumulando minuti e stress muscolare. Un dettaglio che pesa, soprattutto quando si parla di gestione dei carichi.
La preoccupazione non riguarda solo Firenze. Anche il commissario tecnico Gennaro Gattuso osserva con attenzione l’evoluzione dell’infortunio dell’attaccante azzurro. Kean rappresenta una pedina importante nel nuovo corso della Nazionale, e un eventuale stop prolungato cambierebbe gli equilibri.
Adesso resta l’attesa. Il calcio, a volte, vive di dettagli invisibili: un fastidio trascurato, un contrasto in più, una partita giocata stringendo i denti. La sensazione è che nelle prossime 48 ore si capirà molto di più.
La domanda che rimbalza tra i tifosi viola è semplice: si è trattato solo di uno spavento o di un segnale da non sottovalutare? Perché in una stagione che entra nel vivo, perdere il proprio bomber può cambiare più di una prospettiva.
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