Italia, un guaio dietro l'altro per Gattuso: Nazionale a pezzi per i play off, tutti i problemi per il Ct (Ansa Foto) - BolognaSportnews
L’Italia continua a perdere pezzi: tra infortuni e calciatori non in forma, scegliere i convocati è un bel guaio per il CT Gattuso
Ci sono settimane che nel calcio pesano più di altre. Non perché si giochino partite, ma perché si costruiscono le partite che verranno. Quelle che possono cambiare una stagione, o nel caso della Nazionale, addirittura il destino di un ciclo.
In questi giorni l’aria attorno all’Italia è proprio quella delle grandi attese. Mancano circa due settimane a una gara che vale moltissimo, forse più di quanto dica il calendario. Il 26 marzo, a Bergamo, gli azzurri si giocheranno in una notte secca la semifinale dei playoff per le qualificazioni ai Mondiali 2026 contro l’Irlanda del Nord.
Novanta minuti, forse centoventi. Tutto lì. Chi passa affronterà in finale la vincente tra Galles e Bosnia. Ecco perché ogni dettaglio diventa importante: la forma fisica, lo stato mentale, persino il clima che circonda i giocatori nei loro club.
Il commissario tecnico Gennaro Gattuso osserva, prende appunti e fa i conti con una situazione non semplice. Gli infortuni delle ultime settimane hanno ridotto le certezze, costringendo lo staff azzurro a ragionare su soluzioni alternative.
In questo scenario una squadra sembra destinata a pesare più delle altre nella prossima lista di convocati: l’Inter, prima in classifica in Serie A. Dai nerazzurri potrebbero arrivare addirittura cinque giocatori. Un blocco importante, che racconta molto anche dello stato attuale del calcio italiano.
Secondo le indicazioni che filtrano nelle ultime ore, il ct sarebbe orientato a convocare cinque nerazzurri: Alessandro Bastoni, Federico Dimarco, Nicolò Barella, Davide Frattesi e il giovane Pio Esposito.
Cinque storie diverse, cinque momenti differenti. E forse è proprio questa la vera fotografia della Nazionale che si avvicina ai playoff Mondiali.
Bastoni, ad esempio, vive settimane delicate dal punto di vista mentale. L’episodio con Kalulu in Inter-Juve – tra simulazione, espulsione e polemiche – lo ha trasformato nel bersaglio dei fischi negli stadi italiani. Il difensore sta provando a reagire con professionalità, mantenendo un comportamento impeccabile in campo. Non è semplice, soprattutto mentre sullo sfondo continuano a circolare voci di mercato legate all’interesse del Barcellona.
Situazione opposta per Dimarco. L’esterno sinistro sta attraversando uno dei momenti migliori della carriera. I numeri parlano chiaro: 6 gol e 14 assist, partecipazione diretta a 20 reti in campionato. Nessuno in Serie A ha inciso così tanto. La cura di Cristian Chivu all’Inter sembra averlo rimesso al centro del progetto tecnico e anche la Nazionale spera di beneficiare di questa versione brillante.
Tra i convocati più attesi c’è anche Nicolò Barella. Il centrocampista vive probabilmente la stagione più complicata da quando è arrivato all’Inter nel 2019. Un solo gol in 34 presenze racconta una difficoltà evidente sotto porta, ma chi lo osserva da vicino sa che il problema è più mentale che tecnico.
Barella continua a correre e lottare come sempre, forse anche troppo. A volte cerca la giocata più complicata invece di quella più semplice. Succede spesso ai leader quando sentono il peso della responsabilità.
Discorso diverso per Davide Frattesi, che sembra aver perso quella scintilla che lo rendeva devastante negli inserimenti. All’Inter parte spesso dalla panchina e anche in Nazionale il ruolo è simile. La sensazione è che per ritrovare il miglior Frattesi servirà un nuovo slancio, magari con un cambiamento di scenario nella prossima stagione.
E poi c’è Pio Esposito, il più giovane del gruppo. Classe 2005, ma con una personalità che sorprende. Nelle gerarchie dell’attacco azzurro parte dietro a nomi come Kean, Scamacca e Retegui, eppure ha già dimostrato di saper incidere anche entrando a gara in corso. Quattro dei suoi dieci gol stagionali sono arrivati proprio dalla panchina.
Gattuso osserva tutto questo mentre il conto alla rovescia continua. Due settimane nel calcio possono cambiare molte cose: una forma ritrovata, un infortunio recuperato, oppure una nuova certezza. Se Calafiori si sta allenando con il gruppo, il vero problema riguarda il centrocampo.
Detto dei nerazzurri, Vergara starà fermo un mese ed è un colpo durissimo per il Ct pronto a convocarlo, e l’ipotesi Verratti, ormai ai margini del calcio che conta, in Qatar a “svernare” evidenzia tutte le difficoltà dell’allenatore.
La vera domanda, forse, è un’altra. Quando l’Italia scenderà in campo a Bergamo, quale versione dei suoi protagonisti vedremo davvero?
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