Bologna-Roma, top e flop: Rowe e Bernardeschi come Bonnie e Clyde. Clonate Lucumí! João Mário, errore pesantissimo. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Il Bologna offre una grande prestazione, ma un errore individuale vanifica tutto. I top e i flop di ieri sera
Una prova coriacea del Bologna viene macchiata dall’ennesimo errore individuale, stavolta di João Mário. Rowe e Bernardeschi confezionano il gol del vantaggio; successivamente i rossoblù sembrano in controllo del match e sfiorano anche il raddoppio. Tuttavia un errore nel controllo del laterale portoghese spiana la strada al pareggio della Roma. La rete dà fiducia alla formazione di Gasperini, che sfiora addirittura il successo con Malen, ma per fortuna del Bologna il pallone (deviato) colpisce la base del palo. Tutto rimandato dunque al ritorno della prossima settimana all’Olimpico. Andiamo quindi a vedere, come di consueto, i top e i flop di serata.
Tra i protagonisti indiscussi del match di ieri sera è impossibile non annoverare Jonathan Rowe e Federico Bernardeschi. I due come detto confezionano il gol del provvisorio vantaggio, ricordando Bonnie e Clyde, e mettendo una ciliegina sulla torta a una prestazione fuori dall’ordinario fatta di sgasate, ritmo e qualità. Il primo strappa un pallone in mezzo al campo, poi avvia una serpentina che mette fuori gioco cinque giocatori della Roma facendo venire in mente il miglior Alberto Tomba, poi scarica sapientemente per Bernardeschi, che con il suo sinistro chiude il colpo perfetto, vanificato solamente dall’errore poco più tardi di João Mário. Dinamite.
“Processo, naturale o artificiale, che porta all’ottenimento di cellule, individui o geni, tutti identici fra loro (cloni)”. Recita così la definizione di clonazione dell’Enciclopedia Treccani. La domanda, dopo la partita di ieri, sorge spontanea: perché non effettuare lo stesso processo per Jhon Lucumí? La sua prova è un inno al manuale del difensore; il cliente era forse il più scomodo in questo momento (Malen), ma al colombiano sembra non interessare. Attentissimo nel non concedere la profondità al numero 14 giallorosso gestendo la linea difensiva e la tattica del fuorigioco, aggredisce alto in anticipo con i tempi giusti assumendosi pochissimi rischi alle sue spalle. Leggendo le statistiche dell’ex Aston Villa saltano all’occhio due statistiche: 30 palloni toccati, di cui appena 5 in area avversaria. Serve aggiungere altro? Io non credo. Monumentale.
Dopo diverse discrete prestazioni offerte arriva il primo errore da matita rossa di João Mário. Una lettura sbagliata, con conseguente controllo sbagliato, spiana la strada al pareggio della Roma. Wesley lo punta svariate volte e questo costringe Bernardeschi a diversi ripiegamenti difensivi per aiutare il compagno in affanno. Disastro.
Nel post partita Italiano ha ammonito Ndicka per la sua marcatura su Castro: “Penso che oggi l’arbitro sia stato troppo permissivo nei suoi confronti: ha limitato Castro tirando maglie, spintonando e trattenendo braccia.” Vero, la marcatura del centrale giallorosso a tratti è stata troppo muscolare, ma è lapalissiano ammettere che sia proprio lui ad uscire vincitore dal duello. La sua marcatura limita il nove rossoblù, tanto da non consentirgli di giocare palloni puliti. A fine gara quelli toccati dentro l’area saranno appena 3 sui 31 totali, troppo pochi. In difficoltà.
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