Il primo successo del bolognese in Formula Uno, ha segnato la fine di un digiuno di successi di piloti italiani nella massima categoria automobilistica.
Sveglia Italia, ma l’alba non è diventata rossa ma a tinte bolognesi. Con Kimi Antonelli sullo sfondo. Un pilota italiano che torna a vincere un Gran Premio di Formula Uno. Una vera e propria notizia, che per gli appassionati di Motosport nel territorio nostrano, significa ritrovarsi con il passato.
Vent’anni dopo l’ultima volta quando a trionfare fu Giancarlo Fisichella in Malesia. Una Mercedes adesso, una Renault nel 2006, ci hanno permesso d’avere un pilota italiano passare davanti a tutti sotto la bandiera a scacchi. Un romano e un bolognese, con Kimi che stava quasi venendo alla luce (mancavano solo cinque mesi), quando Fisico conquistò il trionfo a Sepang, che rimase un caso isolato visto che non gli permise d’essere in lotta per il titolo mondiale.
La speranza potrebbe esserci in Antonelli, perchè parliamo di un potenziale talento, di prospettiva, che potrebbe ancora avere nel suo DNA grandissimi margini di miglioramento. Una scommessa che Toto Wolff ha vinto fino a questo momento, quella d’inserire subito un pilota avaro d’esperienze in team minori, in quello che per sette anni consecutivi ha dettato legge in F1, con i sei titoli vinti da Lewis Hamilton e quello conquistato da Nico Rosberg.
Negli ultimi trent’anni a questa parte, ci hanno provato lo stesso Fisichella ma anche Jarno Trulli a combinare qualcosa d’interessante, peccato che i risultati non siano (quasi) mai stati all’altezza delle aspettative. Il Gp di Montecarlo del 2004, è rimasto il primo e ultimo trionfo del pilota abbruzzese in F1, tra una carriera spesa tra Prost, Jordan,Benetton, Renault e Toyota, che probabilmente non gli ha permesso d’ottenere quello che effettivamente meritava.
Scuderia irlandese che ha permesso a Fisichella di vincere ad Interlagos nel 2003, con l’aggiunta del trionfo in Australia nel 2005 sempre in Renault. Analizzando il percorso di carriera di tutti e tre piloti nostrani (con quella di Kimi ancora in continua evoluzione), la sensazione è che il bolognese ha ancora davanti a sè lo spazio necessario per poter ripetere la straordinaria giornata in terra cinese.
Un inizio di stagione da urlo
Un buongiorno che sembra essersi visto sin dal mattino, con il secondo posto conquistato a Melbourne nella gara inaugurale della stagione, che ha fatto seguito alla pole di Shanghai e il relativo trionfo della domenica mattina. Si dirà che il Mondiale è ancora lungo, ma quel che stupisce di più è soprattutto la tranquillità con cui Kimi non si è perso d’animo dopo una brutta partenza, che l’ha portato ad una rimonta e a riappropriarsi di quella leadership che poi non ha più mollato sin all’ultimo metro di corsa.

Secondo posto nel Mondiale piloti a quattro lunghezze da Russell, questo dice la classifica prima di ritornare di nuovo in pista per la seconda gara consecutiva in Medio Oriente, in Giappone sulla pista di Suzuka. Appuntamento storico dove in passato si sono decise epiche sfide per il titolo iridato, Senna e Prost su tutte, che ha visto trionfare per due volte anche Schumacher con la Ferrari, che Antonelli probabilmente andrà a rivedere su Youtube, per generare dentro di sè una carica d’adrenalina maggiore.
Adesso non restano che quindici giorni d’attesa, in cui l’Italia dei motori sembra finalmente aver ritrovato la strada alternativa per ritornare ad essere felice, in un momento in cui la Ferrari sta maledettamente mancando l’appuntamento con la vittoria. Non una macchina in grado mettere tutti dietro in pista, ma un pilota venuto da Bologna, che sogna un giorno d’issarsi sul tetto del mondo : Kimi Antonelli.





