In vista della supersfida dell’Olimpico, a parlare è l’ex telecronista di Sky Sport che esprime anche un parere sull’andamento stagionale dei rossoblù.
Manca sempre meno, l’attesa non può far altro che crescere sensibilmente. Un Roma-Bologna che per i rossoblù significa provare a scrivere un altro pezzo di storia, dopo averlo rifatto negli ultimi due anni con una storica qualificazione in Champions League, unita alla vittoria della Coppa Italia nella scorsa primavera. Alla vigilia della sfida dell’Olimpico la redazione di Bologna Sport News ha contattato Massimo Tecca, che per tanti anni è stato uno dei telecronisti di punta di Sky Sport, per sapere cosa ne pensa della supersfida che vale la qualificazione ai quarti di finale di Europa League e della stagione degli emiliani in generale.
Cosa ne pensa della sfida dell’Olimpico
Massimo, è un Bologna che può credere nell’impresa di battere la Roma all’Olimpico?
“Sicuramente si, perché credo che alla base abbia le qualità e le potenzialità per battere la squadra di Gasperini. Mi aspetto una una partita equilibrata ed apertissima, in cui può succedere di tutto. Possiamo anche aspettarci tante reti, visto il risultato dell’andata e anche per il fatto che il gol in trasferta non conta più, a differenza del passato”.
Italiano preparerà la partita più dal punto di vista tecnico-tattico o mentale?
“Sono due cose che coincidono. L’ho definisco un motivatore, sono sicuro che preparerà questa sfida al meglio”.

Quanto può pagare la scelta di attuare il turnover contro il Sassuolo ed avere una squadra più pronta dal punto di vista fisico e mentale?
“Sicuramente Italiano prima della sfida contro i neroverdi avrà fatto i suoi calcoli, se lui ha deciso cosi è perchè ha voluto preservare i potenziali titolari in una partita che per il Bologna vale mezza stagione. D’altra parte l’Europa League è rimasto l’unico vero obiettivo per rendere positiva la stagione rossoblù”.
Potrebbe starci un termine di paragone tra il Bologna attuale e quello della stagione 1998/99, quando arrivò in semifinale di Coppa Uefa?
“Non credo, perché parliamo di due Bologna totalmente diversi. Quello fu un Bologna più votato al contenimento, con calciatori comunque di livello. Quello di Italiano credo che abbia qualcosa in più.Sicuramente due belle squadre, però apprezzo più quello attuale, che ha dimostrato di mettere in difficoltà anche le grandi.”
Un giudizio sulla stagione del Bologna
A livello globale, che giudizio dà alla stagione dei rossoblù?
“Sono sincero: fino a questo momento, non mi sento di darli la sufficienza, tenendo conto degli obiettivi che aveva ad inizio stagione. Se dovesse centrare i quarti di finale darei un 6,5, ovviamente se riuscirà ad arrivare in fondo alla competizione, la mia valutazione numerica può sicuramente aumentare. Ad inizio stagione mi aspettavano che potesse lottare per una qualificazione europea tramite il campionato. Pero non è tutto e perduto, perché c’è un’Europa League”.

Sulle esperienze professionali del Dall’Ara
Stadio Dall’Ara: che emozioni le trasmetteva prima di iniziare una telecronaca?
“Tantissime, perché il Bologna è una squadra storica del calcio italiano. Con un pubblico d’alta qualità, esigente e molto competente e fa bene ad esserlo. Unito ad un entusiasmo che sinceramente ho visto in pochissimi stadi italiani.Peccato che paghi il fatto d’avere la pista di atletica leggera, penalizzando la visione della partita. Altrimenti sarebbe sicuramente stato tra i primi cinque-sei d’Italia”.
Ricorda una partita in particolare?
“No, ma mi lega un aneddoto particolare che risale al 1980, agli inizi della mia carriera giornalistica. Un Bologna-Roma in cui non avevo ancora il tesserino da pubblicista e fui costretto a seguire la partita dalla curva, riuscendo nel post a fare delle interviste per Paese Sera e confesso che fu un’esperienza un po’ atipica, che ancora ricordo con grande piacere. L’ho definisco una cosa più autentica rispetto alla tribuna stampa, che di solito è più fredda e professionale”.





