Il Bologna torna all'antico per un pomeriggio, ma il 4-2-3-1 per il momento è da accantonare. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Il Bologna di Vincenzo Italiano perde un’altra partita in casa. Il 4-2-3-1 non dà più i frutti sperati. Analisi e numeri
Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare: di questa frase di Winston Churchill ha fatto tesoro Vincenzo Italiano nel corso della stagione in corso. Il tecnico appena ha visto che la squadra non aveva le stesse sicurezze di prima, ha optato per cambiare modulo, ribaltando il triangolo di centrocampo e abbassando il baricentro di qualche metro e i risultati gli hanno dato ragione.
Ieri pomeriggio però il Bologna è tornato all’antico e al 4-2-3-1, ricadendo però nei vecchi errori e raccogliendo zero punti. Seppur sia vero, riallacciandomi alla frase di apertura, che non sempre il cambiamento sia sintomatico di un miglioramento, è evidente che in questo caso specifico sia stato necessario e che per il momento il vecchio modulo sia da accantonare.
Il vortice di risultati negativi in cui è stato invischiato il Bologna qualche mese fa aveva portato anche conseguentemente all’esautorazione di un modulo (il 4-2-3-1), che in quel momento storico, non esaltava più gli interpreti ma anzi metteva a nudo le fragilità della squadra. In primis da un punto di vista dell’equilibrio: i reparti sembravano sfilacciati e si aveva la netta sensazione di poter subire gol in qualsiasi momento. Il cambiamento era stato dunque necessario, ecco perché quindi ha lasciato quantomeno di stucco la scelta di riproporre ieri pomeriggio il suddetto modulo.
La crisi di risultati, iniziata contro la Cremonese, ha visto i rossoblù perdere in rapida successione contro Juventus, Napoli (in Supercoppa), Inter, Atalanta, Fiorentina, Genoa, Milan e Parma e pareggiare con Lazio, Sassuolo e Como. Tutto ciò incassando ben 29 reti: numeri che inquadrano perfettamente le difficoltà difensive dei rossoblù, complice anche un’assenza di equilibrio piuttosto palese.
Il cambio di modulo (4-3-3) ha dato nuova linfa al Bologna di Vincenzo Italiano e cosa più importante ha portato a una serie di risultati positivi, culminati nel raggiungimento dei quarti di finale di Europa League. Per analizzare meglio la situazione vengono in aiuto i numeri e quelli sono inappellabili: cinque vittoria consecutive (sette nelle ultime nove fra tutte le competizioni), subendo appena sette reti (di cui tre nel rocambolesco successo dell’Olimpico).
La logica conseguenza di questa analisi è che per il momento il 4-2-3-1 appare una soluzione da accontonare. A questo proposito lo scialbo pomeriggio di ieri contro la Lazio, è stata la cartina di tornasole (forse definitiva) di quanto analizzato.
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