Italia, è lui il tuo nuovo numero 10: incanta il Bayern Monaco e gli Azzurri (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Della Rovere, il talento che cresce lontano: l’Italia lo sta già aspettando ma nel frattempo sta incantando il Bayern Monaco
Quante volte ci siamo chiesti dove finiscono davvero i talenti italiani? Quelli veri, quelli che da ragazzini fanno girare la testa e che sembrano destinati a qualcosa di speciale. Negli ultimi anni, sempre più spesso, la risposta non è nei nostri stadi. È altrove. È in Germania, per esempio, dove i giovani non vengono solo osservati: vengono messi in campo, responsabilizzati, fatti crescere davvero.
E allora succede che nomi ancora poco noti al grande pubblico iniziano a circolare tra gli addetti ai lavori. Profili seguiti, monitorati, raccontati sottovoce. Non è solo una questione di numeri, ma di sensazioni. Di quel tipo di talento che si riconosce subito. Ed è proprio qui che entra in scena Della Rovere, uno di quei ragazzi che, senza fare troppo rumore, sta costruendo qualcosa di importante lontano dall’Italia.
Classe 2007, fisico imponente e qualità tecniche che non passano inosservate: Della Rovere è uno di quei profili che oggi definiremmo “ibridi”. Trequartista, seconda punta, all’occorrenza riferimento offensivo. Cresciuto nella Cremonese, ha bruciato le tappe fino all’esordio tra i professionisti, attirando su di sé l’attenzione di diversi club.
La svolta? La chiamata del Bayern Monaco. Una scelta che, a posteriori, racconta molto anche dello stato del calcio italiano. Mentre in patria si rifletteva, in Germania hanno deciso. Investimento contenuto, ma fiducia totale. E soprattutto spazio.
In questa stagione il suo percorso è stato graduale ma costante: presenze con la seconda squadra, Youth League, allenamenti con i grandi. Sotto la guida di Vincent Kompany ha iniziato a respirare l’aria della prima squadra, arrivando a un passo dall’esordio in Bundesliga. Non un dettaglio, considerando l’età.
Poi, proprio quando il momento sembrava arrivato, lo stop fisico. Un infortunio che ha frenato l’ascesa, ma non ha cambiato la percezione: siamo davanti a un talento italiano vero, di quelli che possono fare la differenza.
C’è un dettaglio che colpisce osservando il percorso di Della Rovere: la naturalezza con cui si è adattato a un calcio diverso. Più veloce, più fisico, più diretto. In Bundesliga non ti regalano nulla, ma se vali giochi. E questo, per un giovane, fa tutta la differenza del mondo.
Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente interessante anche in ottica azzurra. Ha il sinistro educato di chi vede calcio prima degli altri, ma abbina anche una struttura fisica rara per il ruolo. Un mix che ricorda, per certi versi, giocatori come Paulo Dybala per sensibilità tecnica, ma con una dimensione atletica più vicina a profili moderni.
I numeri iniziano a dare sostanza alle sensazioni: gol, assist, presenza costante nelle azioni decisive. Ma al di là delle statistiche, è il modo in cui sta crescendo a convincere. Senza pressioni inutili, senza aspettative gonfiate, ma con una progressione chiara.
E allora la domanda viene quasi spontanea: quanto dovremo aspettare prima di vederlo davvero protagonista? L’Italia del futuro ha bisogno di giocatori così, capaci di unire qualità e personalità. E forse, mentre continuiamo a cercare risposte altrove, una parte della soluzione sta già crescendo… semplicemente lontano da casa.
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