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Bologna, i dilemmi di Italiano: tanti esperimenti, pochi risultati

Italiano ci prova e ci riprova: nuovi interpreti, cambi modulo e strategie inedite… Il tecnico è alla ricerca di soluzioni per ritrovare il suo Bologna, ma forse a questo punto la sentenza è solo una: servono rinforzi

Ricordate quando Italiano veniva elogiato per la sua capacità di cambiare interpreti e far rendere tutti i suoi giocatori al meglio? Sembra una vita fa, eppure andiamo indietro solo di qualche mese.

Tanto che – dopo un periodo estremamente negativo – il tecnico ha dovuto stabilizzare l’11 titolare e persino abbandonare l’amato 4-2-3-1. Poi un altro crollo, in parte fisico e in parte psicologico, che sta costringendo il Bologna a cercare nuove idee, specie per il futuro.

Bologna, il momento degli esperimenti: Italiano ci prova, ma servono rinforzi

Con un campionato a cui resta poco da chiedere e la prospettiva di un futuro senza coppe, per Italiano è il momento di sperimentare. Come sottolinea il Corriere di Bologna, quella con la Roma è stata la quarta gara consecutiva con almeno una novità nell’11 titolare rossoblù.

Gli infortuni ci hanno messo del loro, ma alla base delle scelte di Italiano c’è la volontà di capire cosa ne sarà del Bologna del futuro. Il “laboratorio” ha aperto al Dall’Ara contro il Lecce, con Pessina titolare dopo la pessima prestazione di Ravaglia contro l’Aston Villa. Un modo per tutelare il titolare (con l’infortunio di Skorupski), ma anche un banco di prova per il 18enne, in vista di una possibile stagione da secondo.

Poi la notte di Birmingham, con Lucumí squalificato. È stata l’occasione per provare a invertire Miranda e Joao Mario: una mossa volta alla verticalizzazione rapida, ma che non ha portato alcun vantaggio.

Si arriva così alla Juventus, dove Italiano ha lanciato Helland titolare per la prima volta: il norvegese arrivato a gennaio ha pagato dazio dell’inesperienza, ma si è guadagnato comunque la conferma in Bologna-Roma.

Contro i giallorossi, infatti, Helland era parte dell’inedita difesa a 3 proposta dall’allenatore italo-tedesco. Una tattica tutt’altro che azzeccata, che ha concesso a Malen di fare il bello e il cattivo tempo. Un altro esperimento poco riuscito, ma ormai è chiaro come l’obiettivo di Italiano sia quello di cercare strategie per il futuro più che consolidare un (inutile) nono posto.

Bologna, il momento degli esperimenti: Italiano ci prova, ma servono rinforzi. BolognaSportNews (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

Il motivo degli esperimenti

La ragione per cui Italiano sta facendo tutte queste prove è strettamente legata al calciomercato della prossima estate. Lucumí e Freuler sono a un passo dall’addio e lo stesso rinnovo di Orsolini rimane un rebus da sfatare.

Aggiungiamoci la fine dei prestiti (Sohm e Joao Mario), le scadenze (oltre a Freuler, anche De Silvestri e Lykogiannis) e chi non convince del tutto (Casale, Dominguez e Dallinga). Poi l’annata senza coppe, che potrebbe costringere la società a cessioni illustri per favorire il bilancio, magari uomini chiave come Castro o Rowe.

Insomma, Italiano e il Bologna hanno bisogno di nuove idee, perché senza Europa il rischio di perdere pezzi è concreto, ma non ci si può far trovare impreparati.

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