Rivoluzione Juve in estate: Spalletti detta la linea, sette addii e quattro dubbi (Ansa Foto) - BolognaSportnews
La Juve è pronta a dare vita ad una vera e propria rivoluzione in estate: Spalletti detta la linea, in sette sicuri partenti mentre quattro sono i dubbi
Due partite. Sei punti. E una sensazione che a Torino conoscono bene: quella di trovarsi davanti a un bivio. La Juventus arriva al momento più delicato della stagione con il destino ancora nelle proprie mani. Prima la sfida contro la Fiorentina all’Allianz Stadium, poi il derby con il Torino. Novanta minuti alla volta, senza più margine per rimpianti o passi falsi.
Perché la verità è che la qualificazione alla prossima Champions League vale molto più di un semplice obiettivo sportivo. Vale programmazione, prestigio e soprattutto mercato. In casa bianconera lo sanno tutti: gli oltre 80 milioni garantiti dalla coppa europea cambierebbero radicalmente il livello delle operazioni estive.
Alla Continassa l’atmosfera è strana, quasi sospesa. Da un lato c’è la concentrazione assoluta sul campo, dall’altro la sensazione che qualcosa di importante stia per muoversi dietro le quinte. L’ad Damien Comolli ha parlato di una Juventus “ambiziosa” a prescindere dal piazzamento finale, ma è evidente che la differenza tra Champions ed Europa League influenzerà inevitabilmente le strategie future.
Subito dopo la fine del campionato è previsto un confronto decisivo tra dirigenza e Luciano Spalletti. Il tecnico gode della piena fiducia della società e dell’appoggio diretto di John Elkann. Tradotto: le sue idee avranno un peso enorme nella costruzione della nuova Juventus.
Il primo tema sul tavolo riguarda inevitabilmente Dusan Vlahovic. Spalletti avrebbe già espresso chiaramente il suo pensiero: il centravanti serbo va trattenuto. Ma tra volontà tecnica e sostenibilità economica resta una distanza importante. La Juventus propone un rinnovo da 6 milioni a stagione, mentre il giocatore ne chiede 8. Una trattativa congelata, almeno per il momento, e che potrebbe riaccendersi solo dopo la fine del campionato.
Intanto il club valuta anche le occasioni a parametro zero, considerate perfette per aggiungere esperienza internazionale senza investimenti fuori controllo. Tra i nomi monitorati spiccano quelli di Alisson Becker, pallino storico di Spalletti dai tempi della Roma, e Bernardo Silva, profilo che garantirebbe qualità e leadership. Più complicate invece le piste che portano a Robert Lewandowski e Marcos Senesi.
Ma il vero cambiamento potrebbe arrivare soprattutto dalle uscite. La sensazione è che la Juventus stia preparando una piccola rivoluzione interna. Alcuni addii sembrano ormai scritti: Filip Kostic si svincolerà, mentre il club cerca una sistemazione per Lois Openda, investimento che non ha mai realmente convinto fino in fondo.
Anche il futuro di Michele Di Gregorio appare incerto, soprattutto se dovesse concretizzarsi l’assalto ad Alisson. E poi ci sono le situazioni di Arkadiusz Milik, Juan Cabal, Fabio Miretti e del giovane Adzic, tutti destinati a percorsi diversi rispetto all’attuale progetto tecnico.
Discorso differente per i big. Da Gleison Bremer ad Andrea Cambiaso, passando per Koopmeiners e Jonathan David, molto dipenderà dalla volontà dei giocatori e dall’eventuale arrivo di offerte considerate irrinunciabili.
Ed è forse proprio questo il punto più interessante dell’estate bianconera: capire fin dove la Juventus sia davvero pronta a spingersi per tornare protagonista. Perché qualificarsi in Champions sarebbe soltanto il primo passo. Quello successivo potrebbe raccontare una squadra molto diversa da quella vista negli ultimi mesi.
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