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Calcio

Guardiola CT dell’Italia: arriva l’annuncio da un suo fedelissimo

Guardiola e quell’idea azzurra che adesso non sembra più impossibile: arriva l’annuncio da una persona a lui vicina che lo conosce benissimo

Ci sono notizie che nel calcio sembrano troppo grandi per essere vere. Eppure, quando iniziano a rincorrersi tra ambienti federali, telefonate riservate e mezze conferme, diventano qualcosa di più di una semplice suggestione. Negli ultimi giorni il nome di Pep Guardiola è tornato a circolare con forza attorno alla Nazionale italiana. All’inizio sembrava una provocazione buona per accendere il dibattito estivo. Poi, lentamente, qualcosa è cambiato.

Perché l’addio del tecnico catalano al Manchester City, ormai ufficiale, apre davvero scenari inattesi. E secondo quanto riportato da LaPresse, fonti vicine all’allenatore avrebbero confermato la disponibilità di Guardiola a parlare di un possibile futuro da commissario tecnico dell’Italia. Non un sì, almeno per ora. Ma nemmeno una porta chiusa.

Il dettaglio più interessante, forse, è proprio il momento in cui tutto questo accade. La FIGC vive una fase delicata, quasi sospesa. Dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso e di parte dello staff tecnico, la Nazionale è stata affidata temporaneamente a Silvio Baldini, chiamato a guidare gli azzurri nelle amichevoli contro Grecia e Lussemburgo. Nel frattempo il calcio italiano aspetta il nuovo presidente federale, con Giovanni Malagò e Giancarlo Abete pronti a contendersi la guida della Federcalcio nelle elezioni del 22 giugno.

Il ritorno in Italia e quel legame mai davvero spezzato

Per Guardiola l’Italia non è mai stata soltanto una parentesi. Chi ricorda i suoi anni tra Roma e Brescia sa bene quanto il tecnico catalano abbia sempre parlato con affetto del calcio italiano. A Brescia, soprattutto, Pep trovò un ambiente quasi familiare accanto a Roberto Baggio e maturò alcune idee tattiche che negli anni successivi avrebbe trasformato in un modello vincente.

Il ritorno in Italia e quel legame mai davvero spezzato (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Ecco perché l’ipotesi azzurra, pur complicata, non appare così assurda. Certo, resta il nodo economico. Al City Guardiola percepiva circa 28 milioni di euro a stagione, senza contare i costi del suo staff. Numeri totalmente fuori portata per la Federazione italiana.

Ma qui entra in gioco un aspetto più umano che finanziario. Nelle sue ultime parole da allenatore dei Citizens, Guardiola ha lasciato trasparire una stanchezza autentica: “Ho bisogno di respirare un po’, di fermarmi”. Dopo quasi vent’anni vissuti sotto pressione continua, tra triplete da inseguire e Premier League da difendere ogni stagione, il desiderio di rallentare appare reale.

Ed è forse proprio questo il punto che rende la pista Italia improvvisamente credibile. Una Nazionale offre tempi diversi rispetto al calcio di club. Meno quotidianità, meno mercato ossessivo, meno usura mentale. Per un allenatore come Guardiola potrebbe rappresentare non un passo indietro, ma una nuova sfida personale.

Le parole di Luis Enrique e una domanda che resta aperta

A rendere ancora più intrigante il quadro ci hanno pensato anche le dichiarazioni di Luis Enrique. L’attuale tecnico del PSG e grande amico di Guardiola non ha chiuso affatto alla possibilità di vedere Pep sulla panchina dell’Italia.

Mi sono sempre chiesto se avesse l’ambizione di allenare una Nazionale”, ha raccontato l’allenatore spagnolo. Una frase che, letta oggi, sembra quasi lasciare spazio a qualcosa di concreto.

Naturalmente i dubbi restano. Guardiola accetterebbe davvero un ridimensionamento economico così importante? E soprattutto: il calcio italiano sarebbe pronto ad affidarsi a un allenatore straniero con idee così radicali?

Forse è ancora presto per parlare di trattativa vera e propria. Però una sensazione emerge chiaramente: dopo anni passati a dominare il calcio europeo dalla panchina del City, Pep Guardiola potrebbe essere arrivato nel momento esatto della sua carriera in cui contano più le motivazioni che i trofei. E a quel punto, l’azzurro potrebbe diventare qualcosa di molto più di una semplice suggestione estiva.

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