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Calcio

Dal Bologna alla Grecia: che fine ha fatto Calabria

Dai sei mesi con la vittoria della Coppa Italia alla nuova vita all’estero. Che fine ha fatto Davide Calabria

Davide Calabria è sicuramente uno dei giocatori italiani più vincenti degli ultimi anni. Nell’annata 2024-2025 è stato l’unico giocatore della Serie A ha conquistare due trofei, il primo con il Milan da capitano e il secondo con il Bologna con la Coppa Italia conquistata contro i rossoneri.

Un vero e proprio scherzo per il destino per un giocatore che fino a pochi mesi prima era una delle bandiere e soprattutto capitano dei diavoli rossoneri.

Il terzino classe 1996 è reduce da una stagione a buoni livelli in greca al Panathinaikos, esperienza dove ha aiutato i suoi compagni a fare un buona campagna europea.

La ripartenza di Calabria: dal Milan alla Grecia con il top club

Davide Calabria a Bologna ha avuto una piccola rivincita, nonostante questo non c’è stata la conferma nella rosa e poi è arrivata la chiamata dal Panathinaikos. Ecco le sue parole sull’esperienza a Bologna e su Vincenzo Italiano a Sky Calcio Unplugged: “Ho sempre pensato molto bene di lui. Per me merita una grande piazza. Dipende comunque cosa cerca lui. Io so che a Bologna sta da dio. Ovviamente ti chiama il Milan o il Napoli e questa cosa ti fa pensare. Secondo me è un mister che merita una esperienza del genere. Non sarei sorpreso se rimanesse Bologna nel caso la società gli promettesse un mercato importante. Per me quello è stato un ambiente bellissimo“. 

La ripartenza di Calabria: dal Milan alla Grecia con il top club (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Il rapporto speciale con Mihajlovic

Il giocatore è stato lanciato ai tempi del vivaio da Sinisa Mihajlovic, figura ancora amata al Dall’Ara: “Sinisa quando dovevo andare in prestito mi disse che non potevo andare via. Eravamo dopo una tournée in cui io avevo fatto molto bene. Venivo dalla primavera e sapevo di dover andare in prestito. Avevo fatto molto bene e Sinisa dopo la partita allo stadio vicino a Milanello mi ha detto: ‘So che pensi di dover andare via ma tu sei il terzino di questa squadra. Sarai la riserva ma avrai il tuo spazio’. In quel momento c’erano Abate e Antonelli e poi io e De Sciglio che eravamo i giovani della squadra. Lui mi ha tenuto lì e in quel momento è partita la mia vita da calciatore”. 

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