Federico Bernardeschi si è preso Bologna nel giro di nemmeno due stagioni. Ora i rossoblù contano su di lui: nel suo accordo fino al 2027 c’è un’opzione di un anno che verrà esercitata
È arrivato dall’MLS con tutto lo scetticismo del caso. Il ritorno in Italia sembrava solo l’ultima tappa di una carriera in fase calante, invece Federico Bernardeschi ha dimostrato il contrario. In nemmeno due stagioni è diventato leader tecnico ed emotivo dello spogliatoio e oggi è tra i più amati anche dai tifosi.
Da quando è a Bologna ha sempre dato tutto, e anche qualcosa in più. Vedere l’ultima partita – contro il Torino – dove ha segnato prima di subire un lieve affaticamento muscolare. Gli esami strumentali degli scorsi giorni hanno evidenziato che sta bene e oggi lo rivedremo già in campo contro la Primavera. Ma per quanto ancora vestirà rossoblù?
Bologna-Bernardeschi, la storia continua: nel contratto c’è un’opzione fino al 2028
Dopo il deludente avvio con Tedesco alla guida, l’impatto di Raffaele Palladino in panchina ha subito fatto tornare il sorriso a Bernardeschi. Al debutto dell’allenatore, il 10 ha trovato il primo gol della stagione. Ai rossoblù manca ancora la prima vittoria, ma intanto Berna ha messo a referto la prima rete personale.
Il nuovo tecnico crede in lui e a Bologna ormai è un idolo al pari di Orsolini (e forse anche un po’ di più dopo la telenovela-rinnovo creatasi in estate intorno al 7). Stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, sul contratto di Bernardeschi c’è un’opzione di rinnovo fino al 2028 e tutti sono certi che verrà esercitata.
E pensare che l’impatto sul pianeta felsineo non fu nemmeno così memorabile. Bernardeschi ci ha messo un po’ a ingranare ed entrare negli schemi dell’ultimo Italiano. Che fosse il jet lag? Poco importa, perché da quando ha iniziato a carburare – potremmo scegliere il gol di Udine come punto di partenza – non si è più fermato.
4 gol in Serie A, addirittura 5 in Europa League (più 2 assist). Lui, essendo campione d’Europa, sa cosa vuol dire giocare all’estero e vuole tornare a farlo il più presto possibile. Intanto il Bologna pensa a blindarlo, poi toccherà ai risultati in campo.

Il dualismo con Orsolini
La grande sfida di Palladino è ormai evidente a tutti: come far convivere Bernardeschi e Orsolini. I due italiani sono i giocatori di maggiore qualità nel roster rossoblù, ma entrambi amano partire da destra e cercare la porta col mancino.
3-4-3 o 3-4-2-1 che sia, è chiaro che solo uno potrebbe giocare a piede invertito. È probabile che questo sia l’Orso, data la grande duttilità del compagno con la numero 10, che già alla Juventus con Max Allegri ha ricoperto svariate zone di campo.
Con 2 mezze punte, poi, Berna sarebbe più vicino alla porta, quindi più libero di cercare il tiro e creare scompiglio da dentro il campo. C’è anche l’opzione staffetta: inevitabilmente capiterà di trovare solo uno dei due tra gli undici titolari e magari dopo un’ora di gioco vedere l’altro subentrare, dipenderà dalle partite insomma.





