Tutti e tre disputeranno il Mondiale in terra americana, con la speranza che possano essere protagonisti.
Un centrocampo rossoblù che a giugno sarà a tinte americane. Che si risponderà ai nomi di Remo Freuler, Lewis Ferguson e Nikola Moro. I tre dell’Ave Maria della mediana del Bologna, che da giugno avranno l’onore e l’onere di disputare i Campionati del Mondo con le proprie nazionali d’appartenenza.
Svizzera, Scozia, Croazia, tre rappresentative con una storia totalmente diversa tra loro, per prestigio e risultati ottenuti negli ultimi anni, che chissà non possano recitare un ruolo d’outsider nella rassegna iridata che quest’anno si dividerà tra America, Canada e Messico.
Remo a dirigere la mediana svizzera
Il centrocampista elvetico, ormai una colonna della sua Nazionale, disputerà il Mondiale dopo una stagione in cui ha ancora dimostrato d’essere uno dei migliori del suo ruolo nel campionato italiano, con annesso alto e basso balzato sotto gli occhi di tutti, ma con l’aggravante di un rinnovo di contratto che continua a traballare, tra una permanenza nei pressi di Piazza Maggiore e un addio che potrebbe far correre il rischio di perdere un elemento cardine del Bologna delle ultimi stagioni. La spedizione in terra americana e i tre mesi dell’estate, stabiliranno tutto questo, nel bel mezzo di un tormentone che probabilmente si trascinerà fino a quando non si tratterà di decidere una volta per tutte.

Lewis quella scozzese
Da Freuler a Ferguson, il passo è breve anzi brevissimo, visto che i due hanno condiviso le fortune, ma anche le sfortune, le gioie ma anche le delusioni degli ultimi anni in maglia rossoblù, con il rischio che da agosto in poi non conviveranno più sotto lo stesso tetto.
Per Ferguson la kermesse in terra americana potrebbe anche rappresentare la scintilla per piazzare una vera e propria risalita verso prestazioni più consone in rapporto alle sue qualità tecniche. Un Lewis double face quello ammirato a Bologna nelle ultime tre stagioni, se si pensa che con Thiago Motta era stato uno degli artefici della straordinaria cavalcata culminata con la storica qualificazione in Champions League, che poi ha visto scemare l’elevato standard di rendimento complice un infortunio che ha faticato a cessarsi nello scozzese, non tanto nella prospettiva di un recupero al 100 % dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico e mentale.
Di colpo in Lewis è venuta meno quella innata capacità di incursore che è stato uno dei segreti del bellissimo Bologna ammirato con la gestione dell’ex allenatore della Juventus. Ferguson che a fine giugno, alla guida del centrocampo della Scozia, affronterà il Brasile di Carlo Ancelotti, in una sfida che si carica da sola e caricherà Ferguson in maniera maggiore rispetto alle altre di partite, soprattutto quando fai parte di una Nazionale che vuole piazzare una vera e propria impresa contro quella più vincente nella storia dei Campionati del Mondo e riscrivere un pezzo di storia calcistica a vent’otto anni dall’ultima partecipazione ad un Mondiale.

Per Nikola un’esperienza Mondiale da condividere con sua maestà Modric
Per chiudere, preme sottolineare come Nikola Moro condividerà il centrocampo della Croazia insieme a un certo Luka Modric, un mostro del ruolo che a quasi 41 anni sarà un punto di riferimento, in campo ma anche nello spogliatoio, del centrocampista rossoblù.
Non ci sarà l’Italia, e con essa la possibilità di vedere almeno Orsolini esibirsi sulla scena iridata? Niente paura, perchè ci sarà comunque chi rappresenterà il Bologna tra i sentieri americani, canadesi e messicani con la speranza che possa inogoglirsi di vedere un proprio calciatore arrivare quantomeno tra le big 4 del Mondiale. Se poi si riuscirà ad alzare o meno la Coppa del Mondo, questo è un altro discorso.





