Italia, arrivano le parole di denuncia del ct degli azzurri sulla difficile situazione del calcio nostrano
Dopo la fine del campionato, l’Italia si prepara alle due amichevoli contro Grecia e Lussemburgo. La Nazionale tricolore dovrà utilizzare questi due impegni per migliorare il ranking e cercare di mettersi alle spalle la mancata qualificazione al Mondiale contro la Bosnia di due mesi fa.
Una vera e propria catastrofe per tutto il movimento che avrà solo nel 2030 l’occasione di ritornare in una competizione che manca dal 2014.
Italia, la spiegazione sui convocati contro Grecia e Lussemburgo
Durante la conferenza stampa di Coverciano, Silvio Baldini, ct a interim della Nazionale ha parlato dei prossimi impegni dell’Italia contro Grecia e Lussemburgo:
“Convocati? Se ho deciso di convocarli, è perché sono assolutamente convinto che, se lasciati liberi di esprimersi e senza pressioni addosso, abbiano tutte le carte in regola per vincere queste due partite. Conosco il loro valore e so che possiedono qualità tecniche straordinarie. Non ho intenzione di replicare al CT della Grecia: ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. Mi fa solo sorridere il fatto che proprio nella terra in cui è nata la democrazia ci si preoccupi così tanto di ciò che decidono di fare gli altri. Il rischio di fare calcoli esiste, ma nessuno può prevedere l’andamento di una partita. Oggi il concetto di anarchia è complesso e molto diverso da un tempo, ecco perché preferisco definirmi semplicemente una persona libera. Il mio obiettivo è portare in questo gruppo la libertà di esprimere il proprio talento, senza troppi condizionamenti tattici”.
Sul prossimo Ct: “Se dovessi scegliere, punterei su allenatori con un curriculum solido. È inutile fare nomi irraggiungibili come Guardiola o Fàbregas; in Italia abbiamo tantissimi tecnici preparati, e quelli di cui si sente parlare sono assolutamente in grado di dare un’identità forte alla squadra.”

La pesante denuncia sui dirigenti dei club italiani
Baldini non risparmia critiche nei confronti dei dirigenti dei club della Serie A: “Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo ‘lestofanti”‘, e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. L’unico modo per fare esperienza è scendere in campo: se un calciatore gioca poco, il suo potenziale resta bloccato”.
Sulla mancata transizione dei giovani dalle nazionali giovanili a quella maggiore: “Il vero nodo cruciale non sono le Nazionali giovanili, che anzi ottengono ottimi risultati, ma la transizione verso la Nazionale maggiore. Il problema non dipende dalla Federazione, bensì dalle scelte dei club. Che senso ha tesserare un giocatore di 39 anni anziché valorizzare un giovane del proprio vivaio? Finché i club italiani non saranno guidati da dirigenze lungimiranti e serie, la situazione non cambierà”.





