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Editoriale

Antonelli, la manita piazzata a Montecarlo

Con il quinto successo nelle prime gare della stagione, per il pilota bolognese pensare  al titolo mondiale non è più utopistico.

La manita piazzata nel Principato.  Alzi la mano chi avrebbe creduto, dopo sei gare, che Kimi Antonelli si sarebbe costruito la possibilità di riscrivere un pezzo di storia della Formula Uno. Un ragazzo di vent’anni, che per la quinta volta in questo 2026 ha messo tutti dietro in pista, soprattutto in una delle pista più glamour del calendario iridato.

L’ha fatto in Cina, ha continuato a farlo in Giappone, negli Stati Uniti, in Canada ed infine a Montecarlo. Nella prima dell’anno nel vecchio continente il bolognese ha riavvolto il nastro di ventidue anni. Nel 2004, quando Kimi non era ancora nato, era infatti stato Jarno Trulli  ad imporsi a Monaco  in quella che fu la prima, l’unica e l’ultima vittoria della sua carriera in F1.

La quinta perla sul toboga monegasco

Antonelli è già a cinque, tutte ottenute nel giro di quasi tre mesi, a riprova di come forse siamo veramente di fronte ad un predestinato. Una pole position che sapeva di quasi vittoria conquistata nelle qualifiche, una gara dominata dall’inizio alla fine, in cui Kimi si è anche permesso il lusso di doppiare George Russell. Il compagno di box in Mercedes, in difficoltà in tutto il fine settimana monegasco, che non è nemmeno riuscito ad andare a punti per colpa di una penalità.

Il tornaconto finale del Gp monegasco ha quindi permesso a Kimi di mettere in cassaforte altri venticinque preziossimi punti, con relativo allungo nella classifica iridata. Un Charles Leclerc  chiamato a recitare il mea culpa per il terribile errore all’entrata della Rascasse quando la gara stava ripartendo dopo l’uscita della Safety Car, per passare ad un Lewis Hamilton che ha perso altri sette punti da Antonelli ma che si è impossessato della seconda posizione nel Mondiale Piloti, complici il doppio zero dell’inglese e monegasco.

La quinta perla sul toboga monegasco. Bolognasportnews (Ansa foto)

Un futuro da predestinato

Si dirà che il campionato è ancora lungo, ma la sensazione è che siamo veramente di fronte a quello che di gara in gara sta assumendo i crismi di un monologo, piazzato da un pilota italiano che ancora può sicuramente continuare a stupire. Uno che a vent’anni non sta accusando nemmeno un minimo di pressione da chi ha dominato la scena iridata (Verstappen) per quattro anni consecutivi e che ha saputo tenersi dietro, con la maturità del grande campione, chi adesso detiene il titolo di campione del mondo da sei mesi a questa parte (Lando Norris) nella vittoria conquistata a Miami.

Archiviata Monaco, in arrivo la gara di Barcellona, sulla pista di Motmelò in quello che è sempre  stato uno degli appuntamenti che tutte le scuderie usano sempre come riferimento nella prospettiva di portare delle novità che possano permettere di migliorare le  prestazioni delle proprie monoposto.

Fermare lo strapotere della Mercedes, in base a quello che si è visto fino ad adesso, sembra veramente un esercizio molto difficile per Ferrari, McLaren e Red Bull. Al tempo stesso non bisogna mai sottovalutare le insidie che possono essere sempre dietro l’angolo. Sogna ragazzo sogna, recita la frase di un tale Roberto Vecchioni. L’imperativo impone di trasformarla in ” ragazzo continua a sognare e a stupire tutto il mondo intero”. Perchè ne hai le capacità e soprattutto il talento. 

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