Bologna, Caligiuri presenta Tedesco: “Imprevedibile. Per me non ha limiti”

Insieme al tecnico ai tempi dello Schalke 04, l’ex calciatore esalta la mentalità moderna e flessibile del nuovo tecnico rossoblù. Su una cosa, però, Tedesco non sente ragioni…

Il Bologna che verrà per la stagione 2026/27 comincia a delinearsi: ieri i rossoblù hanno accolto il loro nuovo condottiero Domenico Tedesco, atterrato in mattinata all’aeroporto Marconi.

Quali saranno le richieste del nuovo tecnico alla società? Si continuerà sul solco del 4-2-3-1 tracciato per gran parte delle scorse stagioni da Italiano? Quali rivoluzioni sul mercato attendono gli emiliani? Parte di questi dubbi potranno essere sciolti in occasione della presentazione dell’allenatore che avrà luogo giovedì alle ore 11:00 “Dall’Ara”.

Nel frattempo il Corriere dello Sport ha intervistato Daniel Caligiuri, ex ala tedesca con passaporto italiano, allenata dal neotecnico rossoblù allo Schalke 04 dal 2017 al 2019.

Costruzione bassa, aggressività e pressione alta: i pilastri di Tedesco secondo Caligiuri

Due cose vengono subito in mente a Caligiuri quando si parla di Tedesco: un grande allenatore che migliorerà ancora di più e il secondo posto ottenuto con lui allo Schalke 04 con conseguente qualificazione in Champions League. Un rapporto non solo professionale ma anche di amicizia, quello che lega calciatore e allenatore.

Nessuna sorpresa, per lui, riguardo all’approdo di Tedesco in rossoblù, descritto da Caligiuri come un uomo profondamente attaccato alle radici italiane, grande conoscitore di calcio. L’ex calciatore si è definito molto migliorato dopo l’avvento del tecnico sulla panchina dello Schalke 04 e dal punto di vista personale lo definisce corretto, diretto, sincero e sempre presente con la squadra.

Ma che allenatore potrebbe essere Tedesco al Bologna? Un mister equilibrato e flessibile, in grado di adattarsi alle caratteristiche della squadra. I suoi tre pilastri – costruzione bassa, aggressività e pressione alta – possono quindi variare in base all’organico a disposizione.

GELSENKIRCHEN, GERMANY - JUNE 14: Charles Aranguiz of Leverkusen is challenged by Daniel Caligiuri of Schalke during the Bundesliga match between FC Schalke 04 and Bayer 04 Leverkusen at Veltins-Arena on June 14, 2020 in Gelsenkirchen, Germany.
Costruzione bassa, aggressività e pressione alta: i pilastri di Tedesco secondo Caligiuri Bologna Sport News (Photo by Lars Baron/Getty Images via OneFootball)

La parola più esaustiva per descrivere l’allenatore, secondo Caligiuri, è “imprevedibile”. Poco prima di una partita ci si può aspettare che schieri un certo tipo di formazione e invece eccone un’altra. Un tecnico sì pronto ad adattarsi alle caratteristiche della squadra, per Caligiuri però sarà altrettanto fondamentale che il Bologna capisca la mentalità e il metodo dell’allenatore il prima possibile, così da poterlo seguire in tutto per tutto e poter così ambire a traguardi importanti.

Paletto imprescindibile di Tedesco è una perfetta condizione fisica. Senza quella, si rimane in panchina. Parola di Caligiuri che ricorda anche la personalità positiva e la lucidità nel cambiare strategia in corsa del mister, una presenza molto forte. Per lui, Tedesco non ha limiti.

Interpellato sulla questione dei possibili attriti tra Tedesco e Courtois ai tempi del Belgio, Caligiuri ha ammesso di non conoscere i dettagli ma ha specificato come un allenatore debba anche essere severo quando serve. Tanta delusione sul suo breve periodo in azzurro nel 2015, quando Conte lo convocò nello stage per le Qualificazioni a Euro 2016 per poi scartarlo. Il giocatore era al tempo in grande spolvero al Wolfsburg e ancora oggi fatica a comprendere le ragioni di quella decisione.

Infine, il suo legame con l’Italia e il valore simbolico che l’arrivo di Tedesco in Serie A (origini calabresi) può avere per gli italiani. Per Caligiuri, nato in Germania ma anche lui di origini calabresi, la prospettiva di giocare in Italia è sempre stata affascinante, anche se non rinnega gli anni meravigliosi vissuti in Bundesliga. L’arrivo di Domenico di Tedesco in Serie A è senz’altro motivo d’orgoglio per tutti gli italiani che hanno costruito la loro vita in Germania ma non dimenticano le loro radici ben salde nel Bel Paese.