Coppa del Mondo, arrivano le dichiarazioni molto discusse dell’allenatore di una delle squadre più attese di tutta la competizione
La Turchia era una delle più grandi attese di tutta la competizione. Il Mondiale mancava da ben 24 anni da quell’edizione nel 2002 quando Hakan Sukur e compagni arrivarono fino alla semifinale.
Turchia, le pesanti parole di Montella
Nonostante questo, Yildiz e compagni hanno deluso, perdendo nei match contro Australia e Paraguay, degli avversari alla portato. Il ct Montella recrimina gli episodi sul campo, a partire dai tantissimi tiri fatti rispetto alle rivali:
“Non sono perfetto. Nessuno lo è. Commetto continuamente errori, e ne commettiamo anche come squadra. Anche quando i media mi dipingevano come l’allenatore perfetto, non lo ero affatto. Dimettermi? No, non mi dimetterò. Ho energia ed entusiasmo. Dopo queste esperienze mi sento ancora più forte. Se c’è qualcuno che vuole le mie dimissioni, deve farsene una ragione: non accadrà”.

Montella sul rapporto con i giocatori e la federazione
Montella prosegue parlando della grande fiducia nei suoi confronti da parte del gruppo e di tutta la federazione dopo la conquista del Mondiale dopo 24 anni di lunga attesa: “I calciatori mi sostengono. Il presidente mi sostiene. İbrahim Hacıosmanoğlu è una delle personalità più rare nel mondo del calcio. Quando le cose vanno male la via più facile è distruggere. Lui, invece, ha dimostrato a tutti la grandezza della sua visione attraverso idee costruttive.”
Continua Montella: “Non ha cercato alcuna scusa. Ho portato la Turchia a giocare diversi tornei internazionali consecutivi. Ci ho messo il cuore. Se qualcuno sta aspettando le mie dimissioni, farebbe meglio ad accettare la realtà, perché non mi dimetterò. Perché dobbiamo essere distruttivi? Perché non proviamo a essere costruttivi? Non sarebbe stato meglio unirci tutti quanti sotto la bandiera turca?”.





