Bologna, occhio a non venderli tutti: perché Rowe ora deve restare. (Photo by Giuseppe Cottini/Getty Images via OneFootball) Bologna Sport News
Con la partenza di Santiago Castro, direzione Roma, l’imperativo della dirigenza rossoblù è quello di tenere l’inglese per almeno un’altra stagione, per non indebolire ulteriormente il reparto offensivo.
E adesso, con l’addio di Santiago Castro, che nè sarà di Jonathan Rowe? Saprà trattenerlo il Bologna, per almeno un’altra stagione, dalle parti di Piazza Maggiore? Doppio quesito che terrà in sospeso la parte finale dell’estate di chi ama i colori rossoblù, a stampo bolognese, dopo aver perso il centravanti argentino che ha deciso di sposare il progetto della Roma di Gasperini.
Se con Vincenzo Italiano durante la seconda parte della scorsa stagione era stato spesso e volentieri l’uomo in più, si spera che anche con Domenico Tedesco la storia possa ripetersi. Trattenerlo sarà la priorità, unito al vantaggio della perfetta conoscenza del calcio italiano, contrariamente all’ultima annata quando Jonathan ha inizialmente faticato oltremisura prima di riuscire ad imporsi.
Dalla sua sembra esserci l’amore e la stima dalla parte di un popolo rossoblù intero, che da gennaio in poi ha imparato ad apprezzarlo per quello che è riuscito a combinare in quattro mesi in cui il Bologna ha raggiunto, grazie anche a Rowe una storica qualificazione ai quarti di finale di Europa League.
Se permanenza sarà, la sensazione è che con Orsolini e Bernardeschi, non difetteranno classe cristallina e tecnica sopraffina, in un ipotetico trio che dovrà essere in grado di garantire giocate d’alta scuola e mettere il centravanti di turno ( che risponde al nome di Dovbyk) nelle condizioni di andare in rete.
L’ex attaccante della Roma, arrivato a Bologna per colmare la grave perdita di Castro, dovrà subito essere nelle condizioni di trovare la giusta intesa con Rowe, che insieme possono anche scambiarsi il ruolo di assistman e finalizzatore. Chi ha infatti visto giocare l’ucraino, avrà sicuramente notato come bravo sia nell’andare a concludere l’azione con una conclusione vincente, idem dicasi per la sua capacità di fare reparto da solo e saper giocare per la squadra.
Rowe che prenderà (eventualmente) la seconda stagione con il Bologna, come quella della definitiva consacrazione. Lui che nella scorsa estate è approdato in Emilia dopo aver vinto l’Europeo Under 21 con la Nazionale inglese, decidendo anche la finale contro la Germania con la rete del 3-2 finale realizzata ai tempi supplementari.
Grande salto in quella maggiore che ancora non è arrivato per Jonathan, colpa di una concorrenza da far paura nel reparto offensivo, che gli ha negato la possibilità di disputare il Mondiale americano. Opportunità di imporsi anche con i “grandi” che potrebbe darli il Bologna, se deciderà di rimanere e continuare a scrivere un altro pezzo di storia della società.
Alla base nell’inglese sembrano ancora esserci dei margini di crescita e miglioramento, con un allenatore come Tedesco che durante la sua carriera di allenatore ha anche avuto a che fare con gente del calibro di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. Tecnico rossoblù che sa quindi come rapportarsi con chi non ha mai diffettato in classe, inventiva e personalità, condizione che potrebbe imporlo a mettere Rowe al centro del suo progetto tattico, esaltandone le proprie qualità.
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