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Editoriale

Il Bologna cade a Napoli: nessuna occasione al Maradona, il gioco latita e domenica c’è il Toro

Il Bologna esce sconfitto dal Maradona: il Napoli vince con un gol di Lobotka, il gioco dei felsinei nullo. Tedesco è chiamato ad invertire la rotta

Al “Maradona” di Napoli il Bologna perde la terza partita della stagione. Sempre di misura, 1-0, analogamente alle sconfitte con Lazio e Atalanta. Questa volta però i rossoblù di Domenico Tedesco (in panchina sedeva Andrea Tarozzi per via della squalifica inflitta all’allenatore italo-tedesco) sono apparsi stanchi, privi di idee e pure disorientati dal ciclone azzurro visto nel secondo tempo.

Apro un inciso. Ormai nel calcio contemporaneo è consuetudine vedere due squadre diverse fra il primo e secondo tempo. Con i cinque cambi a disposizione l’allenatore può ribaltare completamente l’andamento della partita. È successo anche ieri, con Il Napoli che cambia pelle dopo le prime sostituzioni.

Bologna, a Napoli senza creare occasioni

In chiave felsinea – come dicevo – quello che stride è che per la prima volta in stagione la squadra di Tedesco non ha creato un bel nulla, né possesso palla né occasioni, come invece ci aveva fin qui abituati. Con il Napoli ci sta la sconfitta, ma non la modalità con cui si è avvenuta. Non a caso tutti i media nazionali hanno sottolineato gli aspetti più negativi di questo nuovo corso, a differenza delle aspettative iniziali alimentate dall’arrivo dell’allenatore giovane ed innovativo.

Nel primo tempo, i rossoblù sono stati più o meno pressati nella propria metà campo senza però permettere alla formazione di Allegri di trovare la via della rete. Poi però all’intervallo l’allenatore toscano s’inventa le fasce nuove e la squadra sale in cattedra, soprattutto grazie al giovane Costantino (l’Imperatore) Favasuli, un terzino laterale cresciuto nella Fiorentina eppoi un pellegrinare fra Ternana, Bari e Catanzaro, dove si è sempre conquistato la maglia titolare. La piena maturazione arriva però in Calabria agli ordini di Aquilani, oggi al Sassuolo. Per il C.T. Azzurro Mancini una lieta scoperta.

Ferguson predica nel deserto, i cambi non sortiscono effetti

Ferguson predica nel deserto, i cambi non sortiscono effetti (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Il Bologna si chiude, ribatte, soffre, fa a sportellate con il magma virtuale sceso dal Vesuvio per infuocare il “Maradona”. Il giro palla felsineo non brilla affatto, soprattutto in mezzo al campo dove la squadra non trova una dimensione ottimale. Capitan Ferguson fa il suo ma attorno a sé trova il deserto, Amondarain corre ma non basta, diventa persino leggero nei contrasti, Pobega ha chili inespressi. La difesa arranca, le ali coprono e Piccoli rimane solo in mezzo al nulla.

Arrivano i primi cambi, Odgaard per Piccoli, Libra per Pobega e anche il cooling break, momento in cui arriva l’indicazione di cambiare modulo: a centrocampo si passa a 5. Bernardeschi e Cambiaghi spengono le velleità di correre laddove sono capaci di volare e proporre un calcio sostenibile, ma ormai il “nonnulla rossoblù” crea i presupposti affinché lo stadio esploda dopo le delusioni arrivate con Como e Arsenal.

Il “Diego Armando Maradona” spinge i propri beniamini e Favasuli risponde e crea, Lobokta realizza. Lo slovacco di 170 centimetri fa pochi gol, ma quando li fa pesano come macigni. Il cinghialotto (Spalletti lo chiamava così) è la mente dei Partenopei, a tutto campo, come Freuler lo era un tempo per il Bologna: il ragioniere che manca a questo Bologna. Così è.

Bologna, gioco di Tedesco nullo: il tecnico tiri qualcosa dal cilindro

Bologna, gioco di Tedesco nullo: il tecnico tiri qualcosa dal cilindro (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Il gioco di Tedesco – duole anche ribadirlo – è apparso nullo e inconsistente, ma se prima potevamo attaccarci al rammarico e alla sfortuna per le tante occasioni sprecate e non realizzate, oggi non saprei cos’altro dire se non sottolineare le parole di Andrea Tarozzi: “abbiamo creato poco”. Se non crei non tiri e se non tiri non realizzi. Troppo poco per ambire a fare un campionato da metà classifica.

Per il nostro BFC la strada è tutta in salita e recuperare chi fa punti qua e là (cito Frosinone, Cagliari, Sassuolo, lo stesso Lecce, tutte squadre con cui bisogna misurarsi) non sarà semplice, almeno nell’immediato. Ci vorrà pazienza, nervi saldi e stringere i denti in attesa di riavere una rosa completa e mi auguro competitiva, almeno un minimo. In primis Dovbyk e Orsolini serviranno come il pane, con tutto rispetto per Happonen ed El Azzouzi. In verità anche il Napoli è incerottato, ad Allegri ne mancavano otto, ma parliamo di organici non paragonabili fra loro.

Intanto sabato i rossoblù dovranno domare il Toro, già a +3, sconfitto per mano della Roma, in casa. Non sarà facile. E Tedesco dovrà tirare fuori qualcosa di concreto dal cilindro. Altro che coniglio.

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