Sabatini: "Saputo ad Empoli mi disse: «Siamo una squadra di m... ». Mi dispiace non averlo più sentito"

Le parole dell'ex dirigente rossoblù per la versione online del "Corriere di Bologna"

Scritto da Enrico Traini  | 

Walter Sabatini, ex dirigente di Bologna, ha parlato del suo passato in rossoblù e del presente della squadra, in un intervista per la versione online del Corriere di Bologna. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sulle esperienze con Bologna e Salernitana: “Due corse che mi hanno arricchito in maniera diversa. Bologna è stata una grande speranza per me, sentivo troppo forte il richiamo della città e della società. Credo però di aver sbagliato alcune cose. Senza dubbi il mio ingresso, perché era generico. Senza un reale ruolo all’interno del club. Un grande errore perché il Bologna merita un’attenzione esclusiva e massimale. L’errore è solo mio e mi rammarico moltissimo”.

Sull'addio al Bologna: “Dopo la sconfitta con l'Empoli  4-2 inviai un sms a Saputo in cui mi assumevo tutte le responsabilità possibili. Joey ci pensò una notte e preferì separarsi. Non ho alcuna recriminazione da fare le cose succedono e poi bisogna saperle sostenere. Era evidente che Saputo non fosse contento, la partita fu indecente. Mi disse in tribuna a ragione “siamo una squadra di m…”, io però mi risentii molto perché alle mie squadre sono legato e da lì scattò tutta una serie di rivendicazioni. Il presidente ha tutto il diritto di fare un’osservazione che era relativa a quel pomeriggio e non al valore reale della squadra. Io mi sono assunto tutte le responsabilità. Per mia abitudine atavica ho sempre fatto così, anche esagerando, ma non posso cambiare la mia natura".

Sul rapporto con Saputo e la dirigenza rossoblù: “Non ci siamo più sentiti, e umanamente mi dispiace, ma se pensa che non sia il caso… Continuo invece ad avere uno splendido rapporto con Claudio Fenucci, ci sentiamo spesso. Svolge un lavoro molto difficile e lo fa bene, è sottovalutato, è riuscito a tenere tutto insieme in questi anni complicati ha tenuto la barra dritta, col Covid, con la malattia di Sinisa. Non è uno che si espone, ma quello fa parte di un modo di vivere e di essere. Io mi espongo e infatti mi spacco la testa che è piena di tagli, lui è senza tagli”.

Sulla partita di stasera: “Non posso dire che la guarderò con distacco perché in questo momento ho a cuore Sinisa più di qualsiasi altra cosa. So che i risultati in questo momento della sua vita gli farebbero molto bene, proprio fisicamente dico. Ora guardo il Bologna con un occhio particolare perché Sinisa merita tutta la fortuna di questo mondo. Allenare lo aiuta”.

Sul lavoro di Mihajlovic: “Ora ha i problemi di tutti gli allenatori come gli inserimenti all’ultimo momento, ma è la fase di mercato. Sinisa con i nuovi e con i giovanissimi è sempre stato particolarmente felice. Li ha sempre inseriti tra i titolari. come con Hickey e Theate. Lui questa qualità ce l’ha e il club gliela deve riconoscere. Ragazzi che hanno portato plusvalenze importanti, ma se non c’era lui che li inseriva subito questo non sarebbe successo”.

Sulle cessioni: “Vendere è un fatto: ci sono alcune cose assolute e altre relative. Una cosa assoluta nel calcio è che quando c’è una plusvalenza certa si deve vendere, perché i club devono camminare sulle proprie gambe, non possono fare affidamento sugli aumenti di capitale, mettere le mani nelle tasche del proprietario perché così si porta il calcio alla rovina”.

Sul suo lavoro sul mercato al Bologna: “Io ci ho messo meno di quello che potevo e dovevo fare. Il mercato in uscita è ascrivibile a Bigon. Più a lui che a me, quelle sono operazioni più sue. Su alcuni di quei giocatori io mi sono espresso subito e anche con aggressività però non rivendico niente. Anche Kasius è “suo” e per me uscirà: ha qualità importanti. Il club ha chiuso il ciclo con Bigon, ma senza drammi, dopo 6 anni puoi anche cambiare, non significa affatto che hai fatto male”.

Sugli Lucumì: ”Lo conoscevo bene, è un giocatore per il quale fino a due anni fa chiedevano 25 milioni. È destinato a fare bene, ha tutte le risorse fisiche e tecniche, sa fare uscire bene la palla come i difensori di grande personalità, vediamo come si adatta”.

Su Zirkzee: “A me piace molto, l’ho perso di vista nell’ultima stagione perché è tornato a casa all’Anderlecht, ma quando l’ho visto a Parma ho pensato che avrebbe sfondato subito, ha fisico e ha tecnica, ha tutto, non so quanta predisposizione al lavoro abbia, ma le caratteristiche per affermarsi le ha tutte. Darà una grande mano ad Arnautovic”.

Sugli altri acquisti: “Moro è stato sulla bocca di tutti per anni. Cambiaso è giovane, ha qualità, deve fare meno stupidaggini come col Milan, ma sul piano dinamico e sullo spunto ha molto da spendere. Gli darei due mesi di tempo. E anche Lykogiannis farà il suo. Ferguson non lo conosco abbastanza”.

Sull'ambiente: “Magari c’è un po’ di scoramento per la ricaduta di Sinisa, ma c’è grande coesione interna, ne verranno fuori. Il Bologna ha dimostrato con i fatti di essere una società seria, forte e competitiva. La squadra i numeri li farà, alcuni giocatori dovranno però migliorare il loro rendimento e sapete a chi mi riferisco. Vedrete che Sinisa si rimette a posto".

 

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