Viste le assenza il danese ha agito come riferimento centrale, ma con scarsi risultati. La collocazione in campo resta un rebus. L’approfondimento
Talvolta, nel calcio, le necessità suggeriscono strade inesplorate, soluzioni dettate più dall’urgenza che da una reale convinzione tattica. È in questo solco che si inserisce l’esperimento di Jens Odgaard nel ruolo di centravanti contro il Cagliari, una scommessa che non ha restituito i frutti sperati. Chiamato da Palladino a fungere da riferimento più avanzato, il danese si è ritrovato a recitare una parte che, per caratteristiche e attitudini, fatica ancora a interpretare con naturalezza: troppo isolato per incidere, troppo facilmente imbrigliato dalle maglie difensive avversarie per trasformarsi in un autentico fattore offensivo.
Odgaard centravanti: esperimento fallimentare, i precedenti avevano illuso
Eppure, quella del numero nove non è per Odgaard una terra del tutto sconosciuta. In Eredivisie e, seppur sporadicamente, anche sotto la guida di Thiago Motta, oltre che agli esordi (anche nella Primavera dell’Inter) il danese aveva già occupato la posizione centrale dell’attacco, offrendo riscontri talvolta incoraggianti.
Sette gol in 14 presenze con la maglia nerazzurra nel 2017-2018, altre sette reti in Eredivisie con l’Heerenveen, cinque con l’RKC Waalwijk nel 2021-2022 e infine sei nel 2022-2023 con la maglia dell’AZ. Anche sotto i Portici, ai tempi di Motta, l’adattamento aveva portato a un risultato soddisfacente: una rete contro il Lecce da subentrato. Un episodio sporadico ma che aveva fornito all’allora tecnico del Bologna una soluzione in più.
Tutti precedenti questi che avevano illuso e fatto ben sperare in vista di questa nuova collocazione adottata contro il Cagliari. Tuttavia gli stessi non sono bastati a dissipare i dubbi emersi vedendolo in azione pochi giorni fa, quando l’esperimento si è arenato senza produrre risultati significativi.
Odgaard: la collocazione in campo resta un rebus
Per Palladino, dunque, il rebus rimane irrisolto: da una parte un reparto popolato da trequartisti ed esterni offensivi, che lo priva di spazi, dall’altra la difficoltà di individuare in Odgaard un riferimento centrale capace di garantire peso, profondità e incisività. Una risorsa preziosa per duttilità e qualità tecniche, ma la cui collocazione resta, almeno per il momento, un enigma tattico ancora tutto da decifrare.





