Notte storica per Mbangula: tre reti in una sera. Rowe e Cambiaghi ci hanno messo molto più tempo. L’approfondimento
Guardando Milan-Bologna ieri sera, il richiamo a Le mille e una notte è stato forte, tanto da suggerirmi il titolo. Diverso, però, è stato l’epilogo: tre le reti, una sola notte per scrivere una storia da raccontare. Il 28 ottobre 2026 sarà una data che resterà sicuramente ben impressa nella mente di Samuel Mbangula, mattatore di serata con una storica tripletta.
Mbangula: tre reti in una notte, Rowe e Cambiaghi hanno impiegato molto più tempo
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei recita un proverbio radicato nell’immaginario collettivo: una sentenza imparata ormai come mantra e accolta come verità incontestabile. Samuel Mbangula ha però deciso di riscriverla a modo suo: dimmi cosa fai e ti dirò chi sei. Parole che riportano alla mente i minuti in campo ieri sera contro il Milan: una prova incredibile che consegna il classe 2004 agli annali del calcio.
A colpire è soprattutto la rapidità con cui è riuscito a lasciare il segno: ci era già riuscito alla Juventus e al Werder Brema, ma non vi era certezza potesse ripetersi così facilmente. Dubbi spazzati via in poco più di sessanta minuti e che forniscono lo spunto per un pungente paragone. I suoi predecessori o rivali (Rowe e Cambiaghi) hanno impiegato molto più tempo per raggiungere lo stesso bottino: una provocazione sì, ma che trova riscontro nei numeri e quelli non sono opinabili.
Mbangula-Rowe-Cambiaghi: un suggestivo confronto
Infatti dopo un inizio claudicante, Rowe solamente nella seconda parte di stagione cambiò passo e si rivelò al mondo rossoblù, racimolando però il misero bottino di tre reti in campionato.
Ancora più particolare la storia di Cambiaghi, arrivato alla terza stagione in rossoblù. Nel corso di tutta la sua esperienza sotto i Portici le reti in Serie A sono state appena quattro. Per arrivare a tre il numero 28 ci ha impiegato precisamente un anno e due mesi (dal 18 agosto 2024, al 26 ottobre 2025). Statistica che attesta le difficoltà in zona gol di altri esterni, ma che mette in risalto quanto fatto ieri sera dal classe 2004.
A volte non servono presentazioni, né promesse: bastano novanta minuti, un pallone e la voglia di prendersi la scena. Mbangula lo ha fatto nel modo più fragoroso possibile, lasciando che fossero i gol a raccontare chi è. Perché, in fondo, il talento si annuncia, ma è il campo a pronunciare l’ultima parola.





