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Match Analysis: ecco come gioca la Lazio di Maurizio Sarri

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco della Lazio di Maurizio Sarri, prossima avversaria del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

La Lazio vista fin qui in campionato è ancora da considerarsi una specie di incognita, non essendo ancora riuscita a trasmettere un'identità chiara e netta, lasciando parecchi dubbi su dove potrebbe arrivare a fine stagione. I momenti positivi in cui sembrava aver trovato quella tanto ricercata continuità, sono sempre stati poi interrotti da brutte sconfitte che ne hanno ridimensionato le aspettative e le prospettive. Anche nel più recente periodo, i biancocelesti hanno vissuto proprio un momento del genere: dopo aver guadagnato 7 punti in 3 partite di Serie A, mantenendo anche la porta inviolata, mercoledì sera è arrivata la batosta in Coppa Italia contro il Milan. La formazione di Sarri è apparsa totalmente diversa dalla partita di qualche giorno prima, quando ha espugnato l'Artemio Franchi di Firenze con un rotondo 0-3

Il Bologna, di contro, arriva invece da un momento totalmente diverso in campionato. Nelle ultime 7 gare sono stati guadagnati soltanto 4 punti, con il campionato rossoblù che si è notevolmente ridimensionato dopo i primi mesi altamente positivi che facevano presagire a una stagione potenzialmente differente (in maniera positiva) dalle ultime. A preoccupare è anche una carenza di cattiveria nel reparto offensivo, che ha portato a segnare soltanto 2 gol in 4 partite in questo inizio di 2022

SISTEMA DI GIOCO

La Lazio della gestione Sarri ha cambiato tanto dal punto di vista tattico rispetto a Simone Inzaghi, precedente allenatore. Su tutto il cambio di modulo, col passaggio dal 1-3-5-2 al 1-4-3-3, modulo classico del tecnico toscano. Gli interpreti sono però rimasti pressoché gli stessi, con gli ulteriori arrivi di Pedro, Felipe Anderson e Zaccagni a dare ulteriore qualità negli ultimi 25/30 metri di campo. 
Come sempre avvenuto anche nelle precedenti gestioni ‘Sarriane’ il punto di forza sta proprio nel reparto offensivo, con la capacità di andare in rete ripetutamente. Gli attuali 49 gol segnati posizionano la Lazio al secondo posto nella classifica delle squadre più prolifiche della Serie A. Non è infatti da tutti poter contare su calciatori del calibro di Immobile, Milinkovic Savic e Luis Alberto, oltre ai sopracitati. La loro qualità permette più soluzioni di gioco, nonché grande forza offensiva.

All'opposto, però, preoccupa, e non poco, la fase difensiva, aspetto che in passato Sarri ha sempre curato alla perfezione. Sono effettivamente troppi i 39 gol fino a qui subiti per poter sperare in una qualificazione europea. La concorrenza è alta, con Roma e Fiorentina, su tutte, a contendersi l'ultimo accesso alla Conference League. Per poter sperare in un piazzamento europeo la Lazio deve assolutamente invertire la rotta e migliorare nettamente la propria fase difensiva.

FASE DI POSSESSO PALLA

La Lazio costruisce sempre dal basso, con un fraseggio costante e una grande sicurezza nel palleggio. L'obiettivo è quello di attirare la pressione avversaria, per poi scoprire spazi in avanti. Nella scorsa partita di campionato giocata all'Artemio Franchi, la Fiorentina ha sempre portato grande pressing, schiacciando e obbligando i biancocelesti a impostare praticamente nella propria area di rigore. La buona qualità tecnica dei difensori centrali di Sarri ha però impedito che la Lazio andasse in difficoltà, riuscendo praticamente sempre a rompere l'intensità dei padroni di casa. Nell'immagine 1 possiamo infatti notare la costruzione 3+1, con il portiere Strakosha che è in possesso della sfera. In questa partita, l'estremo difensore albanese ha toccato un'infinità di palloni, ed è stato costantemente nel vivo della prima costruzione. Strakosha passa dunque la palla a Patric per dare un inganno alla Fiorentina: ovvero fingere di orientare il gioco a sinistra per poi andare subito a destra dove si è liberato spazio per sfruttare la velocità di Lazzari. 

IMMAGINE 1 - Costruzione della Lazio 3+1, sfruttando il portiere

La Lazio ha nel suo DNA cercare di mantenere il possesso palla per più tempo possibile. Ecco quindi che difficilmente si vede buttare via un pallone, anzi. Quando questo accade avviene solo perché non si trovano più soluzioni idonee per uscire con pulizia da dietro palla a terra. Come vediamo nella veloce sequenza delle immagini 2 e 3 Strakosha viene fortemente pressato dagli avversari. Gli stessi compagni a lui vicini sono troppo oscurati per permettere un passaggio sicuro. Ecco che quindi si tenta il rilancio lungo e diretto per Immobile (in questo caso), ma generalmente anche su Milinkovic-Savic, sicuramente il calciatore più strutturato della squadra di Sarri. Immobile non ha sicuramente tra le sue corde qualità evidenti nel gioco aereo, però può aiutare dando questa soluzione. Al contempo due compagni si avvicinano a lui per ricevere l'eventuale seconda palla e far progredire l'azione biancoceleste

IMMAGINE 2 - Quando Strakosha è fortemente pressato si rilancia lungo, ma non per buttare via il pallone, ma per cercare Immobile o Milinkovic Savic
IMMAGINE 3 - Immobile prende il tempo per staccare, due giocatori arrivano a sostegno per ricevere l'eventuale seconda palla

Quando la Lazio non è pressata ferocemente dall'avversario, come possiamo notare nell'immagine 4, i difensori centrali si alzano e accompagnano in avanti la sfera, permettendo alla squadra di guadagnare metri. Nell'immagine presa in analisi, Luiz Felipe appoggia il pallone verticalmente a Milinkovic Savic. Nel mentre Pedro si sposta dall'ampiezza ad un ruolo centrale in zona di rifinitura, così da lasciare anche spazio a Lazzari per correre sulla corsia di destra. La Fiorentina è messa male, Bonaventura è palesemente fuori posizione e in ritardo, Torreira si concentra su Lucas Leiva mentre Duncan esce in pressione sul centrocampista serbo della Lazio. Ne consegue che Pedro rimane privo di ogni marcatura. Poco più avanti a lui Immobile allunga un po' la squadra impedendo ai difensori viola di accorciare in avanti e togliere spazio. Milinkovic poi riesce a servire con qualità proprio Pedro, tra le linee. Il pressing della Fiorentina si rompe, e lo spagnolo si invola frontalmente verso l'area, andando poi a concludere in porta. 

IMMAGINE 4 - Una bella iniziativa della Lazio che costruisce centralmente, attira il gioco e libera Pedro in rifinitura che può involarsi verso l'area

La rifinitura viene quindi effettuata o dalle mezzali di qualità, o dagli esterni che si accentrano per togliere riferimenti alla difesa avversaria. In fase di finalizzazione invece si ricerca soprattutto la profondità con Immobile, maestro nello sfilare tra i mezzi spazi delle difese per sfruttare profondità e verticalità alle spalle della linea difensiva avversaria. Raramente vengono effettuati dei cross, ‘arma’ sfruttata solo quando assicura la sua presenza in area Milinkovic Savic. 

FASE DI NON POSSESSO PALLA

In fase di non possesso la Lazio decide di non aspettare mai la Fiorentina nella propria metà campo, anzi, ma il più delle volte attua un pressing abbastanza feroce, e sempre votato all’andare avanti e mai indietro, costringendo il più delle volte al rilancio lungo da parte dei giocatori in possesso palla. 
Nell'immagine 5 possiamo notare come l'obiettivo diventa coprire la linea di passaggio centrale. Immobile va sul portatore di palla e gli concede solo il passaggio in orizzontale sull'altro centrale. Intanto Luis Alberto va in oscuramento su Torreira, play avversario e fulcro del gioco della Fiorentina. Si viene a creare una linea con 4 giocatori biancocelesti che impediscono rifornimenti centrali ai viola, costringendoli a giocare in ampiezza dove poi la Lazio va a scalare velocemente per recuperare palla, sfruttando a favore la linea laterale.

IMMAGINE 5 -Lo schieramento della Lazio in fase di non possesso palla, a schermare le linee di gioco centrali per spingere gli avversari in ampiezza

Una delle situazioni di gioco in cui la Lazio va più in sofferenza sono le marcature in area di rigore con cross dalle corsie laterali. Anche nel match di Coppa Italia con il Milan un paio di gol dei rossoneri sono arrivati da errori di marcatura in area. 
Studiando l'immagine 6 possiamo notare che Biraghi ha spazio per andare al cross, dopo che Sottil ha portato palla quasi indisturbato fino al limite dell'area. In area della Lazio sia Luiz Felipe che Patric si concentrano esclusivamente sul pallone, non occupandosi di Cabral. Il neo attaccante viola va poi a colpire di testa, mettendo in grande apprensione Strakosha. Uno dei principi di gioco difensivi, anche della difesa a zona, è che più ti avvicini alla tua porta e più devi marcare. La Lazio queste situazioni le soffre tantissimo. 

D'altronde il passaggio della linea difensiva da tre a quattro ha cambiato molti meccanismi: su tutti, il reparto che deve restare alto e e allo stesso tempo lavorare insieme e non uomo su uomo come avveniva nelle stagioni precedenti con Inzaghi. Nell'ultima partita con il Milan, i biancocelesti si sono fatti sorprendere alla prima verticalizzazione dei rossoneri, a dimostrazioni che molti movimenti sono ancora da oliare.

IMMAGINE 6 - Lazio che si fa sorprendere da un cross in area proveniente dalla corsia di sinistra. Patric e Luiz Felipe faticano a marcare

PUNTI DI FORZA: pressing alto; qualità degli interpreti offensivi; riaggressione e pressione; reparto d'attacco prolifico.

PUNTI DEBOLI: i difensori faticano ad assimilare i concetti della difesa a 4; fase difensiva spesso imprecisa; marcature sbagliate in area di rigore; tanti gol subiti

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