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Preziosi: "Thiago Motta diventerà uno dei migliori d'Europa. Bologna scelta giusta, ma ci vuole qualità"

L'ex presidente del Genoa, che fece esordire Thiago Motta in panchina, ha parlato del prossimo allenatore rossoblù al "Corriere dello Sport"

Scritto da Enrico Traini  | 
Thiago Motta (ph. Social)

Enrico Preziosi, ex presidente del Genoa, fece esordire Thiago Motta sulla panchina del Grifone. Ha parlato proprio del prossimo allenatore del Bologna, in un'intervista all'edizione odierna del Corriere dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni.

Sulla scelta del Bologna: “Penso che il club abbia fatto la scelta giusta. Thiago è un ragazzo con le idee chiare, che sa cosa vuole. A Bologna può fare grandi cose, ne sono convinto. L'anno scorso ha salvato lo Spezia, non era facile. Era una squadra che puntava alla salvezza, niente di più. Se a Thiago metti a disposizione la qualità lui può fare di più. Da Europa? Sì, ma un allenatore da solo non può fare magie. Ci vogliono qualità. Chiedo io a voi: il Bologna le ha per fare una stagione esaltante? La partenza non lo è stata, d'accordo. Ma Orsolini, per esempio, può diventare un giocatore diverso, e può esaltare le qualità di Arnautovic”.

Sul gioco di Thiago Motta: “Il suo gioco parte dal portiere, il primo passaggio è lì. Quello di Thiago è un gioco vivace. A Spezia correvano anche come matti. E avevano un'idea di gioco ben precisa. Se il Bologna gli mette a disposizione i giocatori, Thiago i risultati li porta. E con i risultati anche ai proprietari viene voglia di investire”.

Sull'essere il successore di Mihajlovic: “Non complicherà le cose. Per Thiago è una nuova avventura. E anche per il Bologna. Mi ricordo quando Sinisa arrivò a Bologna, con Fenucci avevamo buoni rapporti e ci sentivamo spesso. Mihajlovic ha riscaldato i cuori, è un grande uomo. Però non c'è un paragone e non deve esserci un paragone con Thiago”.

Sulla sua esperienza a Genoa da allenatore: “Thiago, ve lo dico io, diventerà uno dei migliori allenatori d'Europa. La stagione fu molto complicata. Per il suo tipo di gioco e il suo approccio ci vuole qualità. Rifiutò qualsiasi tipo di rimborso. Trovare uno che rinuncia a due anni di contratto dice molto”.

Sul suo metodo lavorativo: "Gli vogliono tutti bene, porta i giocatori dalla sua parte e li difende sempre. Non va allo scontro, ma ama il rispetto dei ruoli. Dice: l'allenatore sono io, io decido"

 

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