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Match Analysis: lo Spezia di Thiago Motta

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco dello Spezia di Thiago Motta, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

E' il posticipo della  26^ giornata di Serie A. Allo stadio Renato Dall'Ara arriva lo Spezia di Thiago Motta, per una partita quasi da dentro o fuori. La formazione ligure ha iniziato il 2022 in maniera molto positiva, riuscendo ad allontanarsi momentaneamente dalla zona retrocessione grazie agli 11 punti guadagnati nelle prime 6 partite dell'anno. Su tutte spicca la vittoria a San Siro contro il Milan del 17 gennaio scorso. 
Bologna che invece deve ritrovare gioco e risultati, dopo un periodo veramente nero. Lo score è di 7 sconfitte nelle ultime 9 partite. Il 2022 deve regalare ancora il primo successo ai rossoblù, che con un eventuale passo falso stasera rischiano di trovarsi clamorosamente invischiati nella zona calda.

Mihajlovic, in conferenza stampa, ha cercato di tenere un profilo basso per evitare di sovraccaricare di ulteriore tensione gli animi di un Bologna che è parso psicologicamente fragile e allo stesso tempo impaurito dall'ultimo periodo di crisi di risultati. Lo stesso tecnico serbo ha parlato di una squadra in crescita a livello di condizione. Dopo il mese di gennaio, in cui i rossoblù sono stati falcidiati da Covid, quarantene e infortuni, è arrivato ora il momento di riprendere a macinare punti per allontanare ansie e angosce. 

SISTEMA DI GIOCO

Dopo un inizio di stagione improntata soprattutto sul modulo 1-4-2-3-1, Thiago Motta ha voluto fare dei cambiamenti per cercare una svolta dal punto di vista dei risultati. Ecco quindi che la formazione ligure è passata al 1-3-5-2, mantenendo comunque un assetto molto fluido. Lo Spezia non ha grandi individualità, ma calciatori piuttosto discreti che, messi nelle condizioni giuste, possono rendersi pericolosi. Tra le individualità migliori troviamo sicuramente Bastoni, Verde e Maggiore, ma è soprattutto il gioco corale a fare la differenza nell'assetto tattico di Thiago Motta. Inoltre è la difesa il reparto più fragile. Il passaggio a 5 uomini a centrocampo è utile infatti anche per schermare e proteggere maggiormente il pacchetto arretrato. 46 gol fin qui subiti rappresentano la terza peggior difesa dell'attuale Serie A. Troppi gol subiti, tanti giocatori giovani e nessun leader in un reparto che dovrebbe guidare il resto della squadra. 

FASE DI POSSESSO PALLA

Lo Spezia costruisce generalmente con un 3+1, sfruttando molto il gioco col portiere. Dei tre difensori centrali, due si allargano in ampiezza in area di rigore, mentre il braccetto di destra (Amian) si posiziona lateralmente quasi sulla linea dei centrocampisti. E' specialmente il centrocampista centrale Kiwior che si abbassa per proporsi in impostazione, a ruotarsi soprattutto con Sala, che è stato adattato da esterno a mediano di costruzione.

IMMAGINE 1 - Una prima costruzione tipo dello Spezia con un 3+1

Non avendo grandi doti tecniche in impostazione, i difensori dello Spezia non esasperano il primo giro palla, specialmente se pressati. Il diktat tecnico di Thiago Motta è cercare velocemente la verticalità per la profondità degli attaccanti. Come vediamo nell'immagine 2 il portiere Provedel cerca il rilancio lungo per l'attacco diretto in profondità, soprattutto su Manaj che è l'attaccante più forte fisicamente. Ben 4 giocatori accorciano il campo vicino alla sfera per sfruttare al meglio la seconda palla e il rimbalzo, e recuperare la stessa in una zona avanzata e favorevole ad attaccare.

IMMAGINE 2 - L'attacco diretto dello Spezia per poi riconquistare la seconda palla in zona offensiva

Il giro palla iniziale dello Spezia, con il coinvolgimento del portiere, è volto ad attirare la pressione per poi liberare spazi in campo aperto dietro la linea difensiva avversaria. Squadre come il Sassuolo di De Zerbi e Dionisi utilizzano lo stesso principio, per poi andare ad attaccare centralmente con fraseggi corti e rotazioni continue. Lo Spezia di Thiago Motta, invece, vuole attirare per andare subito in verticale anche effettuando lanci lunghi a saltare tutte le linee avversarie. Come vediamo nell'immagine 3 dopo una pressione alta della Fiorentina, il braccetto della difesa a 3 Amian cerca subito il lancio in verticale per il velocissimo Gyasi ad attaccare la profondità. In generale, comunque, gli esterni di centrocampo dello Spezia, sono dotati di grande forza fisica, corsa e abilità a muoversi negli spazi aperti.

IMMAGINE 3 - La verticalità immediata dello Spezia che cerca, anche tramite lanci lunghi, di scavalcare le linee di pressione avversaria e sfruttare la velocità di Gyasi e degli esterni di centrocampo

 

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Lo Spezia in fase di non possesso si schiera solitamente con un 1-4-4-2 molto compatto e stretto, con linee corte a coprire lo spazio centrale. Questo è importante per costringere l'avversario a orientare il proprio gioco sulle corsie esterne dove è più facile recuperare il pallone. Come vediamo nell'immagine 4 la formazione di Thiago Motta, sul possesso palla della Fiorentina, si schiera su due linee molto corte e soprattutto strette centralmente per concedere l'ampiezza. 

IMMAGINE 4 - Lo schieramento dello Spezia in fase di non possesso: 1-4-4-2

Una volta che il gioco arriva sugli esterni, lo Spezia aggredisce forte con tanti uomini per provare a recuperare la palla, giocando anche con la linea laterale a favore. Come è evidente nell'immagine 5 la formazione ligure è in totale superiorità numerica posizionale, con un 5 vs 4 contro i giocatori ‘viola’. La pressione organizzata in ampiezza, costringe spesso gli avversari a ricominciare da dietro, respingendo dunque un possibile attacco. In questo contesto, inoltre, è plausibile anche pensare di recuperare il possesso della palla, magari anche ottenendo una rimessa laterale.

IMMAGINE 5 - La difesa laterale e in ampiezza della formazione di Motta: grande densità, superiorità numerica e atteggiamento volto alla riconquista

Sulla prima costruzione avversaria, invece, lo Spezia agisce in due modi. Principalmente tende a schermare, come detto in precedenza, in zona centrale, permettendo ai difensori ‘viola’ di muovere palla. Uno dei mediani del centrocampo si alza forte sul play avversario per togliere il fulcro del gioco alla Fiorentina (immagine 6). A seconda poi del tipo di passaggio effettuato dalla retroguardia si decide se attivare o meno la pressione. Se viene eseguito un passaggio all'indietro di alleggerimento è probabile che la formazione di Motta alzi forte il baricentro andando uomo su uomo per togliere rifornimenti facili e magari costringere al rilancio lungo, decisamente più semplice poi da intercettare con le marcature preventive.

IMMAGINE 6 - Lo Spezia scherma centralmente la prima manovra avversaria, valutando il tipo di pressione da attuare a seconda del tipo di passaggio della difesa della Fiorentina

Un'altra situazione interessante è quella dell'immagine 6. Nello sviluppo iniziale del gioco della Fiorentina, ecco che lo Spezia alza molto il baricentro, andando in pressione forte sul play avversario e creando una densa occupazione centrale del gioco. In questa situazione la Fiorentina si trova in difficoltà perché in inferiorità numerica. Pressare in questa maniera permette maggiore organizzazione anche a livello difensivo in quanto si tengono i pericoli lontani dalla propria area di rigore. Infatti, come detto precedentemente, lo Spezia ha sicuramente nella linea difensiva uno dei suoi punti deboli. Le marcature in area di rigore, capita troppo spesso, che siano leggere e approssimative. Ecco spiegato il motivo per cui Thiago Motta voglia aggredire alto, per non trovarsi costretto a difendere troppo basso, con il rischio concreto di non riuscire a reggere a lungo gli attacchi avversari. 

IMMAGINE 7 - Occupazione del campo centrale, grande densità per recuperare palla 

PUNTI DI FORZA: rapidità e forza atletica sugli esterni offensivi; buona spinta degli esterni; fase di non possesso palla con buona pressione tutto campo.

PUNTI DEBOLI: Difensori ingenui che faticano a leggere le situazioni. Reparto arretrato spesso troppo leggero e che lascia spazio agli attaccanti avversari; tanti gol subiti.

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