Ricaricate le pile, si torna a solcare il prato verde di Casteldebole per preparare al meglio la gara di lunedì sera con il Torino. Non solo, ciò che spetterà ai rossoblù (così come a tutte le squadre di campionato) saranno ben quattro mesi ininterrotti di gare da disputare prima della prossima sosta, prevista per marzo. Decisivo, dunque, il periodo dentro il quale ci stiamo per attingere, con ben 17 gare – in pratica metà campionato – nelle quali sarà importante gestire al meglio le risorse sia fisiche che mentali. La squadra di Motta nelle precedenti due gare postume alla sosta ha raccolto 4 punti in totale, pareggiando a Verona per 0 a 0 dopo la prima, e vincendo in casa contro il Frosinone per 2 a 1 in quella di ottobre. Come ci riporta l’edizione odierna del Resto del Carlino, Motta continua a martellare i suoi a lavorare duramente a prescindere dai guai fisici, che purtroppo fanno parte di questo sport.
Il Bologna fin qui recita sì 10 gol subiti, terza dopo Inter e Juventus, ma, allo stesso tempo soli 13 reti segnate, con sole 5 marcature diverse (peggio solo Empoli e Salernitana a quota 4). Quattro come i gol di Zirkzee e Orsolini, ai quali vanno aggiunti i tre di Ferguson e l’unica rete segnata da De Silvestri e Fabbian. Pochi, pochissimi se si pensa ad una squadra che ha tutt’altre ambizioni e che, in questo momento, andrebbe a raccogliere una proiezione di gol a fine anno pari a 41, non validi per l’Europa. Motta si aspetta di più dagli esterni, con Ndoye, Saelemaekers e Karlsson (fuori fino a Natale minimo) ancora a secco, a discapito dalle aspettative. Così come ancora a secco è Stefan Posch, il quale la passata stagione contava sei reti a referto, nonostante ad oggi ne contasse solo uno, proprio con il Torino all’andata e per di più al Dall’Ara.
L’attaccante sicuramente sarà l’elemento prioritario del mercato invernale del Bologna. La dirigenza aveva già sondato il terreno in estate, salvo poi fare dietro front una volta raggiunta la consapevolezza che il centravanti non sarebbe potuto arrivare. Ecco che, dunque, l’olandese, Sidney Van Hooijdonk è rimasto sotto le due torri, ma i minuti raccolti fin qui e il mancato gradimento di Motta fanno preludere ad un addio prossimo a gennaio. Il Daily Record, giornale scozzese, riporta di un nuovo interessamento del Celtic e di contatti con l’entourage e il padre del ragazzo, che la casacca del team scozzese l’ha già indossata dal ‘95 al ’97. Le alternative sono d’altronde le solite, con Duro e Yaremchuk del Valencia e Szymon Wlodarczyk dello Sturm Graz in pole.
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