Il Bologna continua a stupire, e l'aspetto più importante è come tutto questo non sia più una sorpresa. Contro l'Inter, la squadra più in forma del campionato, la formazione di Thiago Motta ha tirato fuori dal cilindro una prestazione che conferma l'ottimo impatto stagionale dei felsinei. Sembra sempre di più che questa squadra sia stata costruita a immagine a somiglianza del proprio allenatore, sempre più leader di un gruppo di ragazzi sempre più coeso.

Bisogna dare tanti meriti a Motta, che sta avendo la capacità di far sì che ogni calciatore possa esprimersi al meglio, senza pressioni o condizionamenti esterni. Nonostante alcune sorprese che sorprese lo sono fino a un certo punto, quello che meraviglia è come l'allenatore italobrasiliano abbia rigenerato calciatori che erano in un momento delicato della propria carriera, come Chara Lykogiannis, ad esempio, o come Riccardo Calafiori che si portava dietro, da Roma, l'etichetta di promessa.

Questo Bologna sta stupendo perché ognuno sta facendo la propria parte, ognuno si sta mettendo in gioco per provare a superare i propri limiti, perché un Riccardo Orsolini così non lo vedevamo da tempo, e perché Joshua Zirkzee sta iniziando a fare colpi come quelli fatti vedere in Baviera. Questo Bologna corre e corre insieme, senza sprecare troppe inutili energie. C'è un'idea di gioco, e tutti sanno cosa devono fare in campo. Certo, bisogna migliorare, la preoccupazione delle ultime gare poteva riguardare l'attacco ma un primo passo è stato già fatto, perché nelle ultime due gare sono state realizzate cinque reti, a dimostrazione che questa squadra sia stata modellata per reagire senza farsi prendere dalla frustrazione quando qualcosa non va. Ora c'è la sosta, ossia altro tempo a Motta per affinare la sua filosofia di calcio, ma la strada è quella giusta, strada che a Bologna non si vedeva da un po'.

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