Torna a parlare Walter Sabatini e racconta: “Ora il mio umore è nero, insofferente. Devo tornare presto, il prima possibile, emigrando anche all’estero se serve. Ci tengo a dire che non mi sono dimesso dal Bologna. C’è stato un corto circuito. Ho solo scritto a Saputo dicendo che ero a sua disposizione, la mattina dopo mi ha detto: è meglio che le nostre strade si dividano. Non un trionfo per me ma credo molto nel laboratorio Bologna, lo seguirò in ogni partita come feci con la Roma e alla fine tireremo le somme. Se centrerà l’Europa sarà una riabilitazione della mia persona. Non ho più sentito Saputo, non abbiamo niente da dirci. Quello al Bologna è il mio addio più doloroso, mi mancano il club e la città ma non ho bisogno di tornare. Sento ogni tanto Mihajlovic: è ancora in fase di maturazione ma ha tutto per diventare un grande scappando dai clichè che gli hanno affibbiato”.
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