Dopo la storica passata stagione sotto i Portici la fibrillazione era palpabile: i tifosi rossoblù dopo aver toccato il cielo con un dito, auspicavano fosse l’inizio di un grande periodo per il Bologna.
Tuttavia l’inizio con Italiano non è stato esaltante, come puo’capitare quando si cambia guida tecnica e si perdono dei pezzi pregiati sul mercato. Di questo incipit un po’ claudicante ha parlato anche Giovanni Galeone, ex allenatore dell’Udinese tra le altre, in un’intervista rilasciata al Corriere di Bologna.
Ecco quanto dichiarato da Galeone sul Bologna e l’inizio di stagione:
Purtroppo il Bologna è la sorpresa negativa della stagione, ha fatto proprio un tonfo pesante. Non comprendo come si siano mossi in estate sul mercato, ma quando arrivi a certi livelli è un peccato non provare a confermarsi. Non giriamoci intorno: sarebbero serviti giocatori di esperienza e spessore internazionale. A Bologna sono state fatte scelte strane.Al momento la squadra è in crisi sia di risultati sia di gioco. Con tutto il rispetto per Italiano: se sei avanti 2-0 su un Genoa in quelle condizioni non puoi farti riprendere.
Galeone prosegue la sua analisi parlando anche del mercato dei rossoblù e sul lavoro di Vincenzo Italiano.
Ecco quanto dichiarato a riguardo dall’ex tecnico:
Zirkzee e Calafiori sono due che spostano parecchio gli equilibri. In attacco mi sembra che ora il centravanti sia spesso troppo isolato, mancano opzioni di gioco e così si fa dura. Senza dimenticare che ormai per gli avversari il Bologna non è più una sorpresa e ne hanno studiato l’approccio
Sul lavoro di Vincenzo Italiano:
Ci sta provando ma ha dovuto cambiare troppi giocatori importanti. L’anno scorso i rossoblù hanno meritato tutto quello che hanno ottenuto ma adesso sinceramente non li vedo in grado di andare oltre un settimo-ottavo posto. Però vediamo cosa succede anche a gennaio sul mercato perché io auguro con il cuore al Bologna di tornare a lottare in zona Champions
Chiosa finale sul rinvio di Bologna–Milan:
Vedere Bologna in quelle condizioni è un colpo al cuore. Non giocare è l’unica scelta possibile. Come puoi andare a divertirti per una partita di pallone quando a pochi metri dallo stadio c’è gente che ha perso tutto? Cerchiamo di restare umani. Il calcio si è sempre fermato per la nebbia, non vedo perché non possa farlo per una simile tragedia. Se il sindaco che è sul posto prende una decisione va rispettata e basta, senza discutere
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