Il Corriere dello Sport-Stadio fa le carte per quello che sarà il mercato estivo rossoblù e i reparti urgenti da dover puntellare.
Ora che l’allenatore è stato scelto, è tempo di iniziare a parlare di mercato. Si era fatta una lista indicativa di 5-6 giocatori per ruoli, ma ora che si sa chi è il nuovo tecnico del Bologna, ecco che da questa lista verrà fatta una scrematura. Per voler competere su tutti e tre i fronti, Di Vaio e Sartori dovranno mettersi all’opera per portare almeno sei volti nuovi sotto le due torri. Precisamente un esterno destro di difesa che se la veda con Posch, un terzino sinistro (che diverrebbero due in caso di mancata conferma di Lykogiannis – oltre a quella di Kristiansen), un centrocampista centrale che possa sostituire Ferguson prima del suo rientro, poi un esterno d’attacco e una prima punta. Non finisce qua: qualora Riccardo Calafiori dovesse essere ai saluti, servirebbe puntellare anche la zona centrale difensiva, con almeno due nuovi innesti anzichè uno. Proprio su quest’ultimo ci si concentra maggiormente: il centrale del Bologna piace (e non poco) alla Juventus di Thiago Motta, ma la dirigenza rossoblù non vuole stare al prezzo di Giuntoli e alza il tiro. Il Bologna potrebbe lasciare partire il suo centrale – siccome non vorrebbe trattenere giocatori scontenti – anche se ora i 25 milioni offerti dalla Juventus non soddisfano ancora le casse felsinee. C’è da considerare come qualche estate fa la Juventus pagò Bremer 50 milioni e che Calafiori ha ancora ampio margine di crescita, in quanto classe 2002. Sartori e Italiano nel mentre si mostrano maniacali del lavoro: le 8 ore passate assieme a Casteldebole mercoledì non sono bastate, ieri Sartori è andato a Firenze e i due si sono rapportati ben altre 5 ore, disquisendo di mercato.
Dal ritiro della Danimarca è intervenuto Victor Kristiansen, il quale ha parlato della sua stagione a Bologna.
Dopo alcune settimane a Bologna ho capito che si trattava di una squadra forte con un buon allenatore che aveva le idee chiare su come giocare. Non so cosa succederà con il mercato. Ho parcheggiato il mio futuro e deciderò solo dopo la fase finale del campionato europeo. Ho imparato a giocare di più con il freno a mano. Rispetto alla Premier League, in Serie A bisogna stare più attenti alla fase difensiva. Thiago Motta mi ha insegnato ad avere più dimestichezza. Ho sentito storie di regole chiare e rigide con gli allenatori italiani più anziani, noi, invece, avevamo un allenatore più giovane che ha fatto il tecnico a modo suo.
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