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ESCLUSIVA – Chillo: “Tornare a Bologna non sarà come sempre. La F sta cercando un’identità”

Sabato sera sul parquet dell’Unipol Arena contro la Fortitudo ci sarà anche, da avversario, Matteo Chillo che tornerà in campo con Treviso dopo 20 giorni di stop ‘forzato’ dovuto ai rinvii delle due gare contro Cantù e Reggio Emilia: “Il rischio è alto e lo sapevamo, essendo un anno un po’ particolare. Noi giocatori, però, abbiamo la possibilità di essere controllati prima di ogni partita e questo per noi è una cosa buona: fino ad adesso ci sono stati giocatori positivi, con qualche sintomo ma nessuno poi è stato realmente male, con problemi gravi; l’importante è questo. Ovviamente meglio non prenderlo il virus e seguire tutte le precauzioni possibili, questo è ovvio.” Prima dei due rinvii, per Treviso una vittoria con Trento, poi tre sconfitte con Milano, Brescia e Brindisi: “Stiamo cercando di creare un’identità, dalla scorsa stagione siamo rimasti io, Imbrò e Logan e quando c’è un cambiamento così radicale ci vuole tempo. Ci stiamo rodando, in alcune partite si è visto che siamo un cantiere aperto: con Brescia, per esempio, è mancato il cinismo perché per due volte siamo rientrati in partita ma non siamo riusciti nella zampata finale, a Brindisi eravamo sopra di 15 punti all’intervallo e poi abbiamo perso. Ci sono cose da aggiustare per una squadra nuova, con tanti giocatori al primo anno di Serie A: tutte cose che non si risolvono con uno schiocco di dita.”
Una squadra relativamente giovane la De Longhi, con una chioccia per tutti, David Logan: “È uno di quei veterani che vorresti sempre avere, non è di troppe parole e anche in allenamento cerca di dimostrare con i fatti quello che lui può dare. Sta facendo un inizio di campionato veramente incredibile, è sempre stato un grande realizzatore ed è una delle nostre punte di diamante, poi ci sono alcuni aspetti in cui sa di essere carente ma cerca comunque di essere da esempio.” Terza stagione a Treviso per l’ex Fortitudo, che insieme a coach Menetti e Imbrò rappresenta lo zoccolo duro della squadra veneta: “Con il coach ho un rapporto buonissimo, è una persona che pretende tanto e ti dice le cose in faccia. Con lui ho raggiunto una promozione e una Coppa Italia di A2, si lavora bene e si sta bene, soprattutto in allenamento. Lo scorso anno la stagione si è interrotta nel momento in cui ci stavamo riprendendo, dopo un periodo di assestamento soprattutto per il gruppo degli italiani che lui aveva voluto dalla stagione di A2.” 

 

Ancora un ritorno nella città dove è nato, anche se non sarà come sempre: “Torno a Bologna in una situazione particolare, senza pubblico e in un altro palazzetto. Sarà una cosa nuova e strana, non potrà essere come le altre volte.” Contro la Fortitudo, Treviso tornerà in campo dopo due settimane senza partite: “Il fatto che sia passato tanto tempo dall’ultima gara può essere un aspetto positivo che ci ha permesso di lavorare bene, forse all’inizio è una cosa che si potrà pagare perché ovviamente il ritmo partita è unico. Sabato dovremo stare sul pezzo sempre, contro una squadra che ha avuto problemi fisici, con vari infortuni. Da fuori credo poi che anche la Fortitudo, come noi, stia cercando di capire la propria identità, non senza problemi. Rimane però una delle squadre con più talento, con punti nelle mani e in grado di accendersi da un momento all’altro, sta a noi cercare di evitare questo.” Non sarà lo stesso clima di sempre ad accogliere Matteo Chillo a Bologna, anche se il ricordo in maglia F è sempre vivo: “La semifinale playoff (contro Casale ndr) posso considerarla un rimpianto con la maglia della Fortitudo, arrivare in finale era tranquillamente alla nostra portata. Un ricordo? La prima partita in assoluto, in casa ovviamente, quando sono entrato in campo: dopo aver fatto le giovanili e un po’ di esperienze fuori, giocare con la prima squadra è tutta un’altra cosa, tornare nella squadra dove ero cresciuto e giocare per davvero è stato bellissimo.”

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