Amey nella storia della Serie A: è l'esordio più giovane in assoluto

Le parole del settore giovanile del Bologna

Scritto da Marco Vigarani  | 
Wisdom Amey (Ph. bolognafc.it)

Nato l’11 agosto 2005 a Bassano del Grappa (VI), Amey è il più giovane giocatore ad aver esordito nella storia della Serie A, battendo il record di Amedeo Amadei e Pietro Pellegri: i due attaccanti si presentavano al nostro campionato a 15 anni e 280 giorni, mentre il difensore rossoblù ha giocato la sua prima partita da professionista, in occasione del match contro il Genoa, a 15 anni e 274 giorni. Difensore centrale alto 182 cm, è arrivato sotto le Due Torri durante la finestra di mercato estiva della stagione 2019-2020 dal Vicenza – dopo gli inizi di carriera tra Cosmos e Bassano – insieme a Davide Franzini, portiere entrato nel giro della Nazionale Under 15 prima dell’interruzione delle attività causa Covid. Al suo primo anno, il difensore ha collezionato 15 presenze, saltando quattro gare e segnando 3 gol. Inoltre, all’inizio della scorsa annata si era guadagnato la chiamata della c.t. Patrizia Panico, in occasione del raduno per i giocatori appartenenti alle squadre del Centro-Nord; dopodiché, non è stato più convocato, ma solamente perché riceverà prossimamente la cittadinanza italiana, dato che i genitori sono di nazionalità togolese (il padre) e nigeriana (la madre). In questa stagione è stato aggregato fin da subito con l’Under 17 di Luca Vigiani, giocando due match di campionato e venendo adattato anche come terzino destro.

Di seguito, le considerazioni del Responsabile del Settore Giovanile, Daniele Corazza, e degli allenatori che l’hanno avuto in rosa fino al giorno del suo esordio in Serie A, Luca Vigiani e Francesco Morara, utili a illustrare come sia nato l’interesse per questo ragazzo, le sue qualità e i suoi miglioramenti.


Le dichiarazioni di Daniele Corazza, Responsabile del Settore Giovanile

“Wisdom era un giocatore seguito dalla nostra Area Scouting nella persona di Davide Caprari e dal sottoscritto. Come è consuetudine fare quando ci interessa un ragazzo da portare nel nostro Settore Giovanile, lo abbiamo visionato in più occasioni ed è piaciuto fin dall’inizio, ritenendolo di grande prospettiva futura. Prima di arrivare a Bologna, aveva molte richieste – infatti avrebbe potuto trasferirsi in altri importanti club professionistici – ma siamo riusciti nell’obiettivo di portarlo a vestire la maglia rossoblù grazie anche alla scelta esplicita fatta da Wisdom: credere nelle persone e nel nostro progetto di Settore giovanile.
Una volta giunto sotto le Due Torri è stato accolto, insieme agli altri ragazzi, nel convitto Camplus Bononia, diventando da subito un giocatore fondamentale del gruppo Under 15 di Francesco Morara. In questa stagione sportiva, la decisione di aggregarlo all’Under 17 di Luca Vigiani si è rivelata giusta, in quanto per la sua crescita sportiva è stato determinante disputare partite sotto età con il gruppo 2004. Nelle gare del campionato e nei test match si è evidenziato tutto il suo talento che ha determinato la piacevole sorpresa della convocazione con la prima squadra”.

Le dichiarazioni di Luca Vigiani, allenatore dell’Under 17

«Mi ha sorpreso in positivo l’attenzione e l’applicazione che questo ragazzo aveva fin dall’inizio. Aldilà degli aspetti fisici e tecnici che sono ben individuabili, lui ha questa attenzione a tutto quello che gli viene proposto. Nonostante fosse sotto età, ha dimostrato un impegno veramente sorprendente. Il ragazzo sta rispondendo bene alle tante proposte che gli vengono fatte, ed è per questo che ha destato attenzione nello staff di Mihajlovic e del mister stesso.
È un ragazzo in possesso di una grande dedizione al lavoro e possiede una concentrazione davvero importante. Se una cosa non viene recepita in allenamento i ragazzi tendono a lasciare andare, lui invece si ferma per chiedere per aver delucidazioni e migliorare. Sono decisamente contento per lui, come lo è la società e il Settore Giovanile che ci ha creduto e lo sta facendo crescere».

Le dichiarazioni di Francesco Morara, allenatore dell’Under 15

«Con me, anche se non è passato molto, era già un atleta molto maturo e pronto dal punto di vista mentale per poter far un salto di categoria. Ritengo sia un ragazzo con tanta voglia di emergere, la sua grandissima maturità lo porta ad essere molto preciso e ad avere una grande dedizione nell’allenamento e nel lavoro.
In Under 15 aveva delle capacità sicuramente al di sopra, ma doveva maturare per essere ancora più costante all’interno della partita, perché in alcune occasioni aveva dei “blackout” che lo portavano a commettere errori non da lui. Quest’anno in Under 17 l’ho visto più costante e maturo. Lui è un giocatore che nelle categorie del Settore Giovanile fa la differenza sempre, perché ha uno sviluppo fisico e tecnico paragonabile alle fasce molto alte.
Sono contentissimo per lui: si è meritato l’esordio e penso possa essere un esempio dal punto di vista della mentalità e della dedizione al lavoro per tanti altri. Ha un atteggiamento da adulto che lo porta ad essere molto maturo, e non è un caso che ci abbia messo così poco a mettersi in mostra».


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