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Bazzani è sicuro: “Il Bologna non è più una sorpresa. Castro migliorerà grazie a Immobile”

Fabio Bazzani, ex attaccante, oggi voce di DAZN, ha deciso di esprimere il proprio parere sulle prospettive del Bologna per La Repubblica di Bologna.

Nato sotto le Due Torri, Bazzani ha vestito la maglia rossoblù soltanto nel percorso delle giovanili. Dopo le esperienze con Perugia, Sampdoria e Lazio, ha conquistato 3 presenze in nazionale ed è tornato a Bologna solo nel 2022, come collaboratore tecnico di Sinisa Mihajlović.

Oggi ha intrapreso il percorso giornalistico ed è commentatore tecnico per la Serie A su DAZN.

Lo status del Bologna

Le ultime due annate hanno certificato che il Bologna s’è conquistato il diritto ad un altro status, e di conseguenza aumentano ambizione e aspettative, quelle dei propri tifosi e del mondo esterno che ti guarda. Ed è ciò che il club cercava da tempo. Ormai non è più la sorpresa, la squadra è pronta a restare con continuità su questi palcoscenici

E l’aumento di rivali: il rilancio di Milan e Roma, le ambizioni del Como

Forse sì, ma il Bologna deve guardare a se stesso, il calcio non fa sconti se cali un attimo la ferocia. Il vantaggio dei rossoblù è la continuità, tra le grandi, quale il Bologna ormai è, hanno cambiato quasi tutte. Lo scorso anno serviva lasciare a Italiano il tempo di dare la sua impronta e all’inizio qualcosa si è pagato, ora la situazione s’è ribaltata e il Bologna ha un vantaggio importante che va sfruttato

Ciro Immobile (Photo by Ahmad Mora/Getty Images Via OneFootball)

Il mercato: Bernardeschi e Immobile sono profili giusti?

Vengono di conseguenza al cambio di status. Se devi portare a casa risultati nell’immediato vanno inseriti anche uomini pronti. Il Bologna ha fatto bene ad aggiungere la loro personalità, deve fare un’Europa da protagonista e Bernardeschi e Immobile in questo possono dare tanto, hanno qualità sopra la media.
Bernardeschi per me resta un esterno, ma per fare quel ruolo prima deve ritrovare i ritmi e l’intensità fisica e mentale della Serie A. Nel frattempo, da trequartista può essere più pericoloso in zona gol. Resta un giocatore forte, in età in cui può tranquillamente tornare al top. E se ha to scelto di tornare in A dopo esser andato via quando aveva un nome, non lo fa per far la comparsa»

Era meglio Dzeko?

Sono entrambi giocatori importanti, ma in questa squadra forse Immobile si integra meglio. Ha più profondità e attacco degli ultimi metri, un animale da gol con continuità realizzativa, che è l’unica cosa mancata l’anno scorso ai due centravanti rossoblù. La sua ferocia nella verticalità può insegnare molto a Castro e Dallinga, dovranno essere bravi ad abbeverarsi alla fonte di Immobile e impararne i segreti in allenamento, oltre a trarre il giusto stimolo dalla concorrenza

Sul caso Beukema

Parlavamo di cambio di status, e quello non avviene solo in campo ma anche nel club. Oggi il Bologna vende solo se ha l’offerta giusta, anche in un caso come questo in cui la decisione del giocatore era lampante. La delusione dei tifosi la capisco, ma fatico a condannare scelte fatte da un giocatore, magari con la spinta dell’entourage, per lottare per lo scudetto, Champions e per più soldi

Sam Beukema (Photo by Timothy Rogers/Getty Images Via OneFootball)

E se partisse anche Lucumí?

Se la continuità di guida tecnica è un vantaggio rispetto le avversarie, se si perdessero entrambi i centrali quel vantaggio si perderebbe un po’. Non tanto per il valore assoluto dei giocatori che arriverebbero, il club ha dimostrato di saper sostituire alla grande chi parte, ma per il fatto che si dovrebbe rifare da capo il lavoro di preparazione della linea difensiva e ciò richiede un po’ di tempo

Italiano può essere soddisfatto?

Credo di sì, poi altro arriverà e sarà necessaria anche una rosa lunga, che Italiano sa valorizzare rendendo tutti partecipi, perché ci sono quattro competizioni da fare da protagonisti. Anche in Europa League si vada con l’ambizione di un percorso lungo, poi dipenderà dai sorteggi. L’ultimo Bologna di Champions s’era calato nella dimensione europea, ora porta in dote un trofeo vinto e la consapevolezza che non bisogna porsi limiti.

LEGGI ANCHE: Bologna, per il centrocampo non solo Pessina: torna di moda anche Miretti

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