Virtus, Djordjevic: "Con Reggio gara dura, dobbiamo essere al 100%. E su Adams..."

Il coach della Virtus ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'impegno di campionato

Scritto da Dario Ronzulli  | 

Aleksandar Djordjevic

Aleksandar Djordjevic ha parlato in conferenza stampa per presentare la sfida di domani (ore 17, diretta tv Eurosport 2 e diretta radio Nettuno Bologna Uno) contro la UNAHOTELS Reggio Emilia:

"Ci aspetta un avversario tosto, che ci ha già fatto vedere di che pasta è fatta. Dobbiamo essere cauti e vogliosi, grintosi e aggressivi, cercando di portare due punti importanti a casa. I ragazzi si sono allenati bene in questi giorni, oggi altro allenamento in Fiera. Qualche acciacco ma siamo nella normalità, Pajola ancora non è tornato con la squadra, aspettiamo di capire se possiamo recuperarlo per domani. Abbiamo lavorato sulla durezza, soprattutto, perché abbiamo capito che dobbiamo dimostrare sempre e tutti di essere concentrati. Abbiamo la necessità di essere tutti al 100%, carichi al massimo".

Su più protagonisti diversi durante le partite
"Vogliamo averli tutti in buona forma per affrontare al meglio le partite. Poco a poco stiamo recuperando la forma fisica necessaria per disputare tanti minuti nella giusta maniera ma serve anche la testa. La squadra non può dipendere da un giocatore e mi è piaciuto come abbiamo cercato sempre più protagonisti. Cremona è stata una doccia d'umiltà per tutti".

Su Reggio Emilia
"Rispetto alle gare di settembre c'è Bostic gli potrà dare un altro salto di qualità e di fisicità. Però non dobbiamo pensare alle due vittorie di Supercoppa. La partita bisogna affrontarla ancora di più con serietà e con aggressività, abbiamo fatto riunioni ad hoc che ci hanno dato frutti e vogliamo continuare così".

Su Adams
"L'ho portato a cena fuori prima della partita contro il Lokomotiv Kuban, come ho fatto già con altri giocatori e come farò con gli altriVolevo tranquillizzarlo, fargli capire che tutti gli vogliamo bene, che non c'è bisogno che si deprima dopo ogni errore. La prestazione personale non deve diventare un assillo: l'importante è che sia d'aiuto alla squadra. Abbiamo parlato molto poco di basket e tanto di altre cose. Noi coach possiamo sembrare duri e cattivi ma questo non deve influire sulla consapevolezza dei giocatori di poter contare su di noi".

Su Alibegovic
"Non mi aspetto di meno da lui. Mette in campo tanta fisicità anche se deve capire ancora bene come usare il suo corpo al meglio. E deve migliorare ancora la capacità di letture, ma in questo aspetto crescerà naturalmente partita dopo partita".


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