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Fortitudo, Gudmundsson duro con Martino: “Non aveva fiducia in noi, voleva i “suoi” giocatori.”

Il presente in casa Fortitudo Kigili Bologna non è certamente dei più floridi, ma anche qualche voce del recente passato torna a farsi sentire: Jon Axel Gudmundsson, attualmente in forza ai Crailsheim Merlins, infatti, ha rilasciato un’intervista ad Eurobasket.com in cui parla della sua esperienza in terra bolognese.

Di seguito le parole dell’ex numero 3 della Fortitudo: “Quando sono arrivato a Bologna mi sono subito trovato a mio agio con il coach (Repesa), ma, successivamente, c’è stato un cambio in panchina e dal quel momento tutto è cambiato. Il nuovo allenatore (Martino) non aveva fiducia in noi ed ho notato subito che qualcosa sarebbe stato diverso: voleva portare in Fortitudo i “suoi” giocatori. Stavamo lottando in campionato, ma c’erano problemi anche fuori dal campo, come lo stipendio che non arrivava ad alcuni giocatori. In più il nuovo coach ha deciso di cambiare il mio ruolo: ero abituato a giocare da point guard, ma sono stato spostato in un’altra posizione, che mi ha permesso di ricevere solo tre o quattro palloni a partita e che mi ha obbligato a stare fermo in angolo tutto il tempo. Ho giocato per qualche partita anche dopo il cambio in panchina, ma poi mi sono infortunato e, quando sono tornato, è stato difficile ritagliarmi dei minuti. L’esperienza in Italia è stata sempre un “sali e scendi” e questo mi ha davvero messo alla prova.  Ho sempre avvertito la sensazione che non fossimo un gruppo così unito. Feldeine e Benzing? Mi sono sempre trovato bene con loro: hanno tanta esperienza ed un talento incredibile. Siamo diventati squadra quando è arrivato James (Feldeine), ma poi sono tornati i problemi. Durante il percorso in Fortitudo ho avuto i tifosi migliori che potessi desiderare ed è stato meraviglioso vivere la partita contro la Virtus: il giorno del derby non si sentiva nulla in campo, nessuno ha capito cosa stesse succedendo e, arrivando al palazzetto, la gente ha seguito il pullman in motorino. E’ stato incredibile. Giocare contro Teodosic e Belinelli è stato un qualcosa di unico, perché ti ritrovi in campo con giocatori che prima guardavi con ammirazione in televisione, ma quando inizia la partita non ci pensi.”

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