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Under 17, Corazza: “Una vittoria che certifica il lavoro del settore giovanile”

Le parole del responsabile delle giovanili del Bologna all’indomani della conquista dello Scudetto

Scritto da Giacomo Guizzardi  | 
Biavati, Corazza e Ventura festeggiano la vittoria del titolo (Foto Bologna)

Si festeggia ancora, e tanto, a Bologna e a Casteldebole per la conquista, da parte dell’Under 17 rossoblù, dello scudetto di categoria, arrivato 21 anni dopo l’ultima volta. A firmare il successo, ieri sera ad Ascoli, Ravaglioli e Menegazzo, autori delle due reti che hanno permesso alla formazione di Biavati di superare l’Inter 3 a 2.

A MadeinBo ha parlato il responsabile del settore giovanile del Bologna, Daniele Corazza, che ha fatto il punto sulla conquista dello scudetto di ieri e sulle formazioni rossoblù: “C’è ancora tanta felicità in circolo. Stiamo realizzando soltanto adesso ciò che siamo riusciti a fare. Il gruppo dell’Under 17 non mi ha sorpreso, lo conosco bene, hanno il carattere del loro tecnico, che è abituato ad avere ragazzi che ci credono fino alla fine. Nel secondo tempo il Bologna è venuto fuori, nessuno si aspettava di vincerla nei 90 minuti. Solitamente cerchiamo di fare in maniera forte il mercato dell’Under 15, negli anni seguenti sistemiamo i dettagli e correggiamo quel poco che c’è da correggere. Alla lunga devi credere nei ragazzi. È una vittoria che certifica il lavoro del settore giovanile. Negli ultimi anni sono aumentati gli investimenti, vanno ringraziati Saputo e Fenucci per questo, e per avere regalato un centro tecnico che ci permette di lavorare meglio. Anche Di Vaio e Bigon hanno dato forza a questo gruppo di lavoro e ora i risultati si vedono. Il mio futuro? C’è un lavoro da continuare e ci sono le basi per proseguire. Magnani? Se dovesse andare con Mihajlovic ne sarò ben felice. In totale, al momento, in tutto il settore giovanile abbiamo il 60/70% dei ragazzi che proviene dalla Regione, con buoni numeri dalla Romagna e dalle zone vicino a Modena. Oggia siamo tra le realtà italiane che non hanno nulla da invidiare. Rosetti, Ravaglioli e Diop? I primi due sono arrivati dal Cesena, Rosetti quando i bianconeri fallirono mentre Ravaglioli scelse noi. Diop ha una storia particolare: giocava all’Imolese, venne preso da Antonio Piazza che ora è dentro la nostra rete di scouting. Lo avevamo già chiuso, anche tramite un investimento importante, ma all’ultimo andò all’Inter. Dopo una stagione tornò però a casa e ne approfittammo: sapevo potesse rivelarsi un prospetto importante. Ora speriamo che per il prossimo Scudetto non passino altri 21 anni”. 

 

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