Renato Villa, difensore ex Bologna dal 1986 al 1992 e vincitore di una promozione dalla Serie B nel 1987-1988, ha parlato del rinnovo di Italiano e del Bologna a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.
Firma subito o quantomeno al più presto e vivi la tua gradualità di crescita qui, a Bologna. Perché nella panchina, come sul campo, esiste un percorso da fare: graduale appunto, ed è quello che ti dà di più, che ti forma. Abbiamo visto dei salti enormi finiti non bene: meglio andare passo dopo passo, meglio dare alla strada da percorrere un tragitto sicuro. Anche perché nel Bologna di oggi c’è tutto per poter fare passi importanti.
Io, se fossi l’allenatore del Bologna di oggi, quindi con un presidente come Saputo, con un direttore sportivo/tecnico come Sartori e con una società strutturata e sicura, beh, non ci penserei due volte a proseguire il cammino. Sono anche convinto che lui stesso ne sia certo di questo, anche perché è una persona intelligente. E per certi versi molto… bolognese.
Ribadisco che, in piccolo, il tutto mi ricorda l’empatia che si creò fra la città e Gigi Maifredi, o quella mia e di tanti ragazzi che vissero quelle annate di crescita in questa città. Lui che esalta i tifosi, che va sotto la curva, che lancia il pallone dopo le partite: è un sanguigno, quindi non ingessato e quindi è molto bolognese in questo. Fossi in lui farei altri due o tre anni, perché è il percorso ideale, perché ha la possibilità di crescere, perché l’ambizione esiste, in lui come dentro al club.
Non mi permetto di fare il mercato per altri ma credo che per crescere ulteriormente serviranno giocatori pronti: altri Freuler insomma, gente esperta.
Gliene faccio cinque. Ferguson, Freuler, Beukema, Orsolini, che finalmente ha ritrovato la nazionale, e Ndoye. Si parte da qui, Il resto si vedrà…
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