Editoriale - Come esce la Virtus dal ko di Milano

Cosa ci ha detto la sfida di ieri al Forum

Scritto da Dario Ronzulli  | 
Marco Belinelli (Foto Matteo Marchi - Virtus Segafredo Bologna)

È stata una partita entusiasmante, con pathos e adrenalina, giocata a ritmi molto più alti di quelli che erano lecito attendersi. La Virtus e l'Olimpia si sono date battaglia in una gara dalle mille imperfezioni ma che anche per questo è stata affascinante. A fare la differenza i dettagli, ha detto Scariolo, e tra questi le palle perse e i rimbalzi in attacco presi da Milano. Il grande rimpianto dei Campioni d'Italia in carica è però non aver avuto Teodosic nel supplementare: il quinto fallo commesso dal serbo - decisamente in clima partita alla faccia di chi pensava fosse in modalità menefreghista -  ha tolto tantissimo ad una squadra che ha avuto pochissimo da Pajola (urge riposo per la Piovra, che però deve attendere il rientro di Cordinier e/o Mannion).

Tirando le somme a mente fredda, tuttavia, non sono emersi elementi nuovi su ciò che va e su ciò che non va in casa Segafredo. L'attacco trova sempre il modo di tirar fuori qualcosa di ottimo anche in condizioni difficili, Jaiteh è un rollante sempre più efficace, Belinelli dopo l'operazione al gomito sta viaggiando a ritmi alti ulteriormente innalzati ieri al Forum in una prova ai limiti dell'onnipotenza. La difesa, al contrario, continua ad essere altalenante, continua a soffrire il pick and roll avversario (se poi lo costruisce Rodriguez è più facile soffrire), continua a lasciare troppi tiri comodi sui ribaltamenti sul lato debole. Questa squadra sa difendere, sa come farlo ma se non lo fa sui 40 minuti rischia di non portare a casa le partite contro squadre del suo livello o superiore.

La sconfitta costa alla Virtus il primo posto al termine del girone d'andata ma è fin troppo evidente che conti meno di zero. Saranno altre le partite ad incidere sul bilancio complessivo della stagione. Intanto noi appassionati ci siamo goduti una bella partita e magari qualcuno capitato per caso su Rai Due avrà pensato che forse questo sport merita di essere seguito. Utopia? Può darsi ma lasciateci illuderci giusto un po'.


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