Partita da dimenticare per i rossoblù al Dall’Ara, che subiscono una brutta sconfitta contro la formazione di Allegri.
Con la sconfitta contro il Milan, è definitivamente finito il campionato del Bologna? Mancano ancora quindici partite è vero, ma la sensazione è che dopo l’ennesima serata negativa tutto sembra andare nella direzione di una squadra che di partita in partita si sta allontanando dalle posizioni che contano.
Decimo posto in classifica a sei lunghezze dal settimo dell’Atalanta, con in mezzo la Lazio e l’Udinese ammazzagrandi, conseguenza vuole di come forse la banda di Vincenzo Italiano possa iniziare a concentrare le proprie attenzioni principali su Coppa Italia ed Europa League.
La seconda partita consecutiva al Dall’Ara, prevista domenica all’ora di pranzo contro il Parma, può già rappresentare una specie di prova generale per iniziare a preparare nel modo migliore la difesa della coccarda tricolore, visto che tre giorni dopo i rossoblù affronteranno, sempre davanti al suo popolo, la formazione di Maurizio Sarri in una sfida che varrà mezza stagione e metterà in palio l’accesso alle semifinali della Coppa Nazionale. Un Bologna troppo brutto per essere vero, titolo di un film già visto che sta rendendo sempre più un calvario senza fine gli ultimi e due mesi e mezzo rossoblù.
L’uno-due rossonero nel primo tempo ed il sigillo definitivo di Rabiot

A trionfare in un inedito posticipo del martedì sera, sotto le luci del Dall’Ara, è un Milan che ha dimostrato come il secondo posto in classifica non sia proprio un caso. Un successo quello dei rossoneri sulla formazione di Italiano, totalmente diverso da quello di San Siro.
Di corto muso nella gara d’andata, in quello che è ormai diventato uno dei mantra dell’Allegri allenatore, di dominio e con un’autentica prova di forza nel replay di Bologna, certificato grazie ad un primo tempo perfetto. Un uno-due rossonero maturato tra il 19′ e il 35′ del primo tempo, che ha avuto in Nkunku l’attore protagonista in maniera indiretta nella rete del vantaggio milanista, in quello principale in occasione del raddoppio.
Centravanti francese che prima si faceva parare il tiro da due passi da Ravaglia, che ha poi propiziato il gol di Loftus Cheek, prima di mettere a segno il suo di gol personale con il calcio di rigore che ha permesso agli Allegri boys d’ipotecare un’affermazione mai in discussione.
Chi s’aspettava una reazione d’orgoglio rossoblù allo scoccare della ripresa, è subito rimasto deluso. La terza rete di Adrien Rabiot ha messo la parola fine ad una partita che per il Bologna non è mai iniziata, visto la pochezza vista nell’arco dei novanta minuti.
Sarà un Bologna più da coppa che da campionato?
Il tempo non torna indietro, anzi corre velocemente e il futuro è già domani, con la sfida contro il Parma. La domanda adesso è : sarà finalmente la sfida che può servire ad avviare l’operazione rinascita di una squadra indecifrabile, che fino a novembre sognava una qualificazione in Champions League, se non qualcosa di più importante?
L’attuale decimo posto che sembrava un’utopia subito dopo la vittoria di Udine, è purtroppo reale e veritiero. Quindi Bologna, occorre svoltare per provare a raddrizzare una stagione che rischia seriamente di diventare un fallimento, perlomeno in campionato. Si dirà che le squadre di Italiano sono forse più da coppe che da campionato, chissà che a fine stagione non sia ancora cosi. La serata magica di Roma della scorsa primavera, la dimostrazione più lampante.





