Seguici su Twitch

Match Analysis: il Sassuolo di Alessio Dionisi

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco del Sassuolo di Alessio Dionisi, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Bologna-Sassuolo è stato il match che ha chiuso il girone di andata, e sarà anche la partita che ci indirizzerà verso la fine della stagione. Sarà, inoltre, l'ultima casalinga, motivo per cui, al Dall'Ara, si prospetta una buona cornice di pubblico per salutare la squadra. Nonostante il campionato stia volgendo al termine, restano ancora 6 punti da assegnare, con la possibilità concreta, per i rossoblù, di raggiungere almeno l'undicesimo posto. Il decimo, invece, che avrebbe rappresentato l'obiettivo stagionale, è occupato dal Torino, arrivato oggi a 50 punti. Vincere contro i neroverdi non consentirebbe comunque al Bologna di posizionarsi nella parte sinistra della classifica, ma l'obiettivo di Soriano e compagni sarà senza dubbio cercare due vittorie per chiudere al meglio il campionato.

La squadra di Dionisi arriva al Dall'Ara in un periodo di magra, reduce da 3 sconfitte consecutive e 1 pareggio. Situazione ben diversa per il Bologna che dopo aver centrato 6 risultati utili di fila, ha inciampato a Venezia in una partita rocambolesca e notevolmente indirizzata da decisioni arbitrali poco chiare. La formazione di Mihajlovic, che siederà ancora in panchina, ha dimostrato di essere in salute, sia mentale che atletica. Qualità che, arrivati a questo punto della stagione, possono essere veramente un plus, considerando la stanchezza fisiologica che assale buona parte delle squadre a fine campionato.

SISTEMA DI GIOCO

Alessio Dionisi, tra i migliori tecnici emergenti, ha portato avanti la tradizione del 1-4-3-3/1-4-2-3-1 di De Zerbi. Dionisi, rispetto al precedente allenatore, ha sì concetti e principi di gioco similari, ma orientati a sfruttare maggiormente la verticalità immediata per andare a fare male ai difendenti avversari. Questo anche grazie a interpreti di gamba come Frattesi, Traorè o Harroui

Fondamentale anche l'utilizzo degli esterni offensivi che, nel Sassuolo di Dionisi, devono essere isolati nell'1 contro 1 per poter sfruttare al meglio le proprie doti. Giocatori come Berardi, Raspadori, Djuricic e Defrel sono infatti giocatori molto abili a giocare dentro al campo. Attenzione anche alla vena realizzativa in crescita di Gianluca Scamacca che ha messo a segno 14 gol in campionato.

FASE DI POSSESSO PALLA

La costruzione del Sassuolo inizia sempre dal portiere Consigli, con la partecipazione dei due centrali difensivi più i terzini aperti in ampiezza e situati in posizione arretrata. Si propongono inoltre anche due centrocampisti centrali tra cui il play e una delle due mezzali. Si viene a creare una sorta di 4 + 2. La costruzione bassa avviene quando il pressing avversario è meno forte, con la palla che viene subito girata ai terzini che a loro volta si orientano per servire il centrocampista (immagine 1 e 2).

Quando la squadra avversaria invece pressa forte, non sempre si forza la costruzione dal basso, ma si apre un ventaglio di possibilità: o proseguire nel palleggio, sempre qualitativo dei giocatori neroverdi, orientato a disinnescare la pressione avversaria, oppure, tra le soluzioni fattibili, c'è anche l'attacco diretto verso la punta Scamacca. Il classe '99 è un attaccante molto forte fisicamente, dunque in grado di ricevere palloni anche nel gioco aereo e spalle alla porta, allo scopo di far salire la squadra e sfruttare le seconde palle.

IMMAGINE 1 - La costruzione tipo del Sassuolo con un 4 + 2
IMMAGINE 2 - Un'altra costruzione del Sassuolo 

Una delle caratteristiche principali del Sassuolo è avere gli esterni offensivi molto abili nel muoversi a giocare in mezzo al campo. Soluzione che viene effettuata sia negli ultimi 20/25 metri per creare le condizioni ideali per la rifinitura, ma anche nelle transizioni. Come vediamo nell'immagine 3, Berardi ha ricevuto palla e ha tagliato dalla zona esterna alla zona centrale, attirando su di sé la marcatura avversaria. Questo movimento permette di creare spazio per Muldur che si sovrappone esternamente a grandi falcate per andare a prendere il fondo del campo.

I tagli interni, sul piede forte, sono l'arma migliore di giocatori come Berardi, Raspadori, Traorè. Il Bologna dovrà essere infatti attento ed efficace nel raddoppiare internamente, lasciando il meno possibile i presupposti per l'1 contro 1.

IMMAGINE 3 - La giocata a venire dentro il campo dell'esterno offensivo, per favorire la sovrapposizione esterna del terzino

Altrettanto pericolosi sono i tagli interni profondi effettuati dai giocatori del Sassuolo. Sia Frattesi, mezzala molto abile nel giocare in verticale, ma anche Raspadori negli ultimi 20/25 metri, sono piuttosto bravi nel buttarsi dentro. Le triangolazioni sono sicuramente tra le armi migliori della squadra di Dionisi. L'obiettivo è liberare sempre un terzo uomo su cui andare a giocare e il cui movimento è solitamente difficile da leggere per la difesa ospite. Come vediamo nell'immagine 4 il Sassuolo sviluppa gioco sulla corsia di destra, creando un triangolo tra Berardi, Frattesi e Scamacca. Berardi accorcia e attira fuori un giocatore dell'Udinese, Scamacca si apre sulla sinistra costringendo a sua volta un difensore avversario a seguirlo. Centralmente si apre dunque uno spazio, che può essere sfruttato proprio dal terzo uomo: Frattesi, che può andare poi ad attaccare la porta su servizio del suo compagno centravanti. 

IMMAGINE 4 - Triangolazione sul lato destro del campo per liberare l'inserimento del terzo uomo

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Sul giro palla avversario a centrocampo, specie contro squadre qualitativamente forti, il Sassuolo non si alza in un pressing asfissiante, anzi. Predilige aspettare, schermando a centrocampo e andando a posizionarsi con una sorta di 1-4-4-1-1/1-4-4-2. I centrocampisti rimangono in linea finché un uomo non entra nella loro zona, causando l'uscita di uno, con l'altro centrocampista, insieme all'esterno, che ne va a coprire il movimento (immagine 5).

IMMAGINE 5 - Lo schieramento senza palla del Sassuolo di Dionisi con gioco a centrocampo avversario

Interessante e da rilevare è l'atteggiamento del Sassuolo una volta persa la palla, che denota l'intenzione di voler giocare sempre un calcio attivo e non passivo, anche in fase di non possesso palla. Come vediamo nell'immagine 6, in una situazione d'attacco, i neroverdi perdono il pallone sulla trequarti. La reazione è immediata e aggressiva: ben 5 giocatori attaccano subito il portatore di palla avversario, per soffocare la transizione e cercare di recuperare la sfera nel minor tempo possibile.

IMMAGINE 6 - La reazione aggressiva del Sassuolo una volta persa la palla

L'atteggiamento del Sassuolo sul primo giro palla avversario è sempre orientato a togliere spazio-tempo per tentare il recupero della sfera nel minor tempo possibile. Come è evidente nella situazione dell'immagine 7, i neroverdi alzano il baricentro portando un pressing medio-alto sulla costruzione dal basso dell'Udinese. Possiamo inoltre notare come ogni giocatore abbia il proprio riferimento e si vengano a creare una sorta di duelli a tutto campo.

IMMAGINE 7 - La fase di non possesso del Sassuolo sulla prima costruzione avversaria

PUNTI DI FORZA: abilità nell'1 contro 1 sugli esterni; qualità nel giro palla ad inizio azione e nell'attirare la pressione avversaria per attaccare poi alle spalle in profondità; possibilità di attaccare in diversi modi, cambiando stile di gioco offensivo a seconda della presenza di Scamacca o Raspadori

PUNTI DEBOLI: squadra che soffre la fisicità; lato cieco non sempre ben presieduto quando il gioco si sviluppa su una fascia; rischio frequente di amnesie difensive nell'arco dei 90'; fase difensiva poco solida, con 62 reti subite è una delle peggiori difese del campionato.

LEGGI ANCHE: I convocati di Bologna-Sassuolo: recupera Dijks, fuori Santander


💬 Commenti